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Lazio-Torino, le motivazioni della sentenza: così è stata “smontata” la difesa di Lotito

ROME, ITALY - FEBRUARY 02: SS Lazio President Claudio Lotito speaks during the press conference as SS Lazio Women unveil Carolina Morace as new team coach at the Olimpico stadium on February 2, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

La sentenza / I motivi della decisione: c'è forza maggiore, i granata non potevano presentarsi a Roma. E le memorie difensive del club biancoceleste sono infondate

Alberto Giulini

Lazio-Torino si deve giocare: questa la decisione del Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea pubblicata nel tardo pomeriggio. Nel pronunciarsi, Mastrandrea ha ancora una volta ribadito come gli sia preclusa ogni valutazione su provvedimenti e atti dell'autorità sanitaria e parimenti gli sia impedita un'eventuale disapplicazione di questi. Il Giudice Sportivo, non avendo la competenza per pronunciarsi sulla legittimità delle disposizioni dell'Asl di Torino, doveva dunque limitarsi a verificare la sussistenza di una causa di forza maggiore che avesse impedito alla squadra di presentarsi a Roma.

LA QUARANTENA - Alla base di tutto c'è la nota dell'Asl di Torino del 23 febbraio 2020: squadra sottoposta ad almeno 7 giorni di quarantena domiciliare. Il 1° marzo è quindi subentrata un'autorizzazione retroattiva per svolgere allenamenti in forma individuale e l'Asl, in risposta ad una richiesta di chiarimenti del Toro, ha specificato il giorno in cui sarebbe terminata la quarantena. Considerando il 23 febbraio come "giorno zero", il dies a quo per il computo dei sette giorni sarebbe dunque il 24 febbraio con conseguente durata fino alla mezzanotte del 2 marzo. E Lazio-Torino era in programma proprio il 2 marzo, alle 18.30.

 Gli aribtri all'Olimpico prima di Lazio-Torino, gara non disputata per la mancata presentazione dei granata

LA FORZA MAGGIORE - Il Giudice Sportivo ha quindi chiarito come la gara contro il Sassuolo sia stata rinviata d'ufficio (niente bonus utilizzato dal Toro) ed i granata abbiano chiesto il rinvio di Lazio-Torino sulle basi delle disposizioni dell'Asl. Un rinvio che, come noto, non è mai arrivato. Mastrandrea ha quindi richiamato il Protocollo stilato ad ottobre che, oltre a dettare le regole, fa salvi "eventuali provvedimenti delle autorità statali o locali". Nel caso del Toro, fermato da un'autorità locale (Als) è stata quindi riscontrata la sussistenza di forza maggiore che ha impedito di presentarsi a Roma. Di conseguenza, come previsto dall'art. 55 Noif, in virtù delle cause di forza maggiore non si applicano le sanzioni previste ex art. 53 Noif per la mancata presentazione (sconfitta a tavolino e punto di penalizzazione).

LA DIFESA LAZIO - Mastandrea ha quindi "smontato" le memorie difensive presentate dalla Lazio. La nota dell'Asl di Torino del 1° marzo ha infatti chiarito la scadenza della quarantena quando i granata avrebbero ancora potuto mettersi in viaggio per Roma, se l'autorità locale lo avesse consentito. A questo si aggiunge che l'Asl aveva specificato che la durata doveva essere di "almeno" sette giorni e non ha mai specificato un dies ad quem, quindi la pretesa della Lazio di un allungamento illegittimo è infondata. La presentazione era quindi oggettivamente impossibile, anzi. Il Toro - come ha voluto specificare il Giudice Sportivo - avrebbe rischiato "di incorrere in sanzioni anche penali".

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