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Rampanti: “Toro, la strada è tracciata. Con colpevole ritardo”

Parola al Mister / Serino analizza così i temi di casa Toro dopo la vittoria di Parma

Gianluca Sartori

Torna l’appuntamento con “Parola al Mister” dopo la vittoria con cui il Torino ha iniziato il nuovo anno: 3-0 a Parma, sul campo di una diretta concorrente per la salvezza. Serino Rampanti analizza così alcuni dei temi del momento di casa Toro.

Serino, finalmente il Torino è tornato alla vittoria. Come interpreti il successo di Parma?

“Con colpevole ritardo, Giampaolo ha riconosciuto il valore degli errori e ha seguito i dettami della sua intelligenza schierando la squadra in campo secondo quelle che sono le caratteristiche della maggior parte dei giocatori. Bravo lui, ma ora serve guardare avanti facendo tesoro degli errori del passato. Ricordo che spesso questa squadra dopo un exploit ha poi fallito la prova del nove successiva. Tuttavia credo che ora per questo Toro la strada sia tracciata. C’è stato anche bisogno della critica: che, se costruttiva, va ascoltata perché può essere utile. Bisognerebbe però chiedere ai responsabili tecnici della squadra per quale motivo si è pensato di impostare la stagione seguendo pervicacemente una strada sbagliata, tanto da arrivare all’ultimo posto in classifica a Natale”.

Ne fai insomma una questione di modulo?

“Non sono mai stato prevenuto con Giampaolo, però la partita di domenica ha dimostrato che l’organico attuale se messo in campo nel modo più coerente con le caratteristiche dei giocatori non merita l’attuale classifica. Ci sono diverse squadre più deboli del Torino. Comunque ci sono ancora diverse cose da sistemare, a mio avviso. Occorre fare alcune scelte, di uomini e di modulo, che possano valorizzare alcuni giocatori come Segre, Buongiorno, Verdi e Gojak, che possono dare di più. Non parlo volutamente di coloro che invece devono essere ceduti: penso a Zaza, Nkoulou, Edera, Meité dopo Millico che ha già salutato”.

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Cosa ti aspetti da questo mercato?

“Mi aspetto che non si ripiombi nella confusione e che non si agisca con superficialità come fatto in estate, quando di fatto non si è migliorato l’organico a sufficienza. Aspettiamo con curiosità i movimenti della società e poi ne misureremo le conseguenze sulla squadra. Va detto che chi la fa semplice sbaglia, operare sul calciomercato è difficile. Però chi nel calcio è lautamente pagato per ricoprire ruoli di responsabilità deve avere una profonda conoscenza del mercato e deve saper capire appieno le caratteristiche dei giocatori di proprietà del club. Infine occorre saper trattare e chiudere gli affari. Il Torino non ha mai avuto problemi in queste ultime due voci, è il resto che è mancato in tempi recenti e il problema è stato questo”.

Izzo è tornato protagonista: ma perché fino a poche settimane fa non si era mai visto?

“Forse si può capire dalle parole di Giampaolo nel post-partita. Si è sempre sospettato che giocatori come lui, Sirigu e Nkoulou avessero avuto dei problemi con la società. Ora però Izzo e Sirigu stanno mettendo da parte tutto e si stanno facendo trovare pronti dando prova di grande professionalità, oltre che di valori tecnici”.

Lyanco al centro della difesa ti convince?

“Non mi ha mai convinto. Il giro palla là dietro con lui a gestirlo ha procurato troppi rischi. Ormai gli avversari conoscono Lyanco e sanno che se lo pressano possono metterlo in difficoltà. Lo trovo lezioso, lento e narcisista; meno male che il Parma non aveva attaccanti rapidi, altrimenti sarebbero stati problemi”.

Belotti non ha segnato, ma ha giocato una partita sontuosa.

“Ha fatto la punta ma soprattutto il trequartista. Prove come quelle di Parma mi fanno pensare che in futuro possa davvero diventare un giocatore universale. Mi auguro ovviamente che possa esserlo al Torino, ma la società dovrà costruire attorno a lui una squadra all’altezza, che possa regalare soddisfazioni. E il Gallo invece dovrà essere bravo a rimanere sul pezzo, sempre”.

In una settimana, due prove del nove contro Verona e Milan. Cosa ti aspetti?

“Paradossalmente mi aspetto che delle due partite quella più congeniale al Torino possa essere quella a San Siro. Perché questa squadra è fatta per giocare di rimessa e non per costruire gioco. E poi giocare alla Scala del calcio ti dà sempre delle motivazioni extra. Io mi aspetto comunque che la squadra sappia replicare la prova di Parma in quanto a compattezza e impatto caratteriale, altrimenti si ripiomba nel tunnel”.

“Ho letto tante critiche nei suoi confronti che mi hanno lasciato di stucco. Ma come si fa ad attaccare Graziani? Ma ci ricordiamo che giocatore era e cosa ha rappresentato per la storia del Torino? Era uno che aiutava i compagni in tutte le zone del campo e lottava su tutti i palloni, ma al contempo ha segnato caterve di gol, un po’ come Belotti oggi. E da opinionista ha sempre la personalità di dire la sua. Chi si espone, come faccio anche io, sa che ogni tanto si può sbagliare. Ma è importante avere schiettezza e onestà intellettuale e per questo Graziani è da stimare”.

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