Torino, il pagellone di fine 2019: Belotti 7, è lui l’anima del Toro

Torino, il pagellone di fine 2019: Belotti 7, è lui l’anima del Toro

Pagellone / 13 gol in 21 presenze stagionali per il capitano del Torino, sempre più simbolo e trascinatore della squadra

di Redazione Toro News

Sta per concludersi il 2019 ed è tempo di giudizi anche per i giocatori del Torino: andiamo ad analizzare la prima parte di stagione di Andrea Belotti. Il capitano del Torino è ormai da tempo il trascinatore e l’anima della squadra: insomma, è lui a salire in cattedra nei momenti che contano. Straordinario, in particolare, il suo avvio di stagione con numeri da record in zona-gol tra fine luglio e fine ottobre: 6 reti segnate nelle 6 gare preliminari di Europa League (sempre in gol tranne nel match di ritorno contro lo Shakhtyor) e 7 gol in campionato, 5 dei quali segnati nelle prime 6 giornate.

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PARTITA TOP – Un avvio di stagione da record, che ha visto Belotti essere grande protagonista sia nel Torino che nella Nazionale Italiana. La migliore partita giocata dal capitano granata è senza dubbio quella disputata il 26 settembre scorso all’Olimpico Grande Torino. Di fronte il Milan di Giampaolo in quello che, almeno sulla carta, sarebbe dovuto essere uno scontro diretto per l’Europa. Il Milan parte meglio e passa in vantaggio su rigore, con Piatek che batte Sirigu dagli undici metri. Il Toro torna negli spogliatoi sotto 0-1 e Belotti, come lui stesso confesserà nel post partita (LEGGI QUI), scuote i compagni con un discorso motivazionale. Risultato? Il Torino ritorna in campo e ribalta il risultato, guarda caso, proprio con una doppietta del Gallo. Tre punti su cui sono impresse a caratteri cubitali le sue iniziali.

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PARTITA FLOP – Più difficile, invece, trovare una partita in cui Belotti non sia riuscito ad incidere. Probabilmente le ultime due gare di campionato contro Verona e Spal, sono state le uniche partite in cui il Gallo – appena tornato dall’infortunio – non è riuscito a dare il meglio di sé. Neanche un gol segnato in 107′ disputati contro due avversari sulla carta abbordabili, contro i quali il Torino ha raccolto soltanto un punto dei sei disponibili. A discolpa del capitano granata però c’è uno spirito di sacrificio che non è mai venuto a meno per tutto il corso di questo avvio di stagione, anche nei momenti di difficoltà personale o di squadra.

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  1. user-14287754 - 6 mesi fa

    spero non ci lasci mai capitano perché sei da toro sei grande veramente ti voglio bene anche se non ti conosco personalmente!! ma se dovessi andare via ti capirei… grazie per le emozioni che mi fai provare quando ti vedo giocare la nostra gloriosa maglia su di te esce sempre piena di sudore quello che vogliamo noi tifosi!!

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  2. Giancarlo - 6 mesi fa

    Non disperiamo. Io sono sempre ottimista e molto spesso sconfessato. Però voglio pensare positivo. Il Toro terrà i migliori motivati, venderà chi non ha dato, ed allestirà una buona squadra con un allenatore che la sappia fare giocare. Atalanta, Cagliari, Lazio, Verona, etc. hanno rose non certo superiori alla nostra, ma un allenatore giusto ed una società organizzata (haimè). Ma l’ambiente deve restare sereno (e il nostro non lo è più), altrimenti pure con tutti i big immaginabili non si va avanti e/o si cade miseramente (vedi Napoli e Milan). Perciò Belotti sarà ancora e rimarrà il nostro capitano.

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    1. Bischero - 6 mesi fa

      Ma come puoi scrivere che Atalanta e Lazio non hanno rose superiori. Ma perdonami… Basta guardare le quotazioni di mercato. Teniamo botta dietro. Ma dal centrocampo in su non cé storia. Al 100% della condizione ci fanno neri. Noi giocatori come savic Gomez Luis Alberto deroon leiva correa gosens Muriel li sogniamo.

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      1. Wallandbauf - 6 mesi fa

        Ilicic, pasalic, malinovsky, x immobile e zapata abbiamo il Capitano, ma per il resto ci surclassano in tecnica e fase offensiva (che noi non abbiamo proprio)

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      2. Giancarlo - 6 mesi fa

        Non sono d’accordo. Lazio ed Atalanta hanno fior di giocatori che sono stati valutati da società organizzate e da allenatori che negli anni hanno dato una precisa personalità alla squadra ed al gioco. Se ciò fosse avvenuto da noi, forse ragioneremmo diversamente. Forse il centrocampo non è all’altezza, ma non abbiamo le controprove se il Torino avesse avuto a disposizione per anni gente come Gasperini e Inzaghi, ma non solo. Purtroppo dopo Ventura abbiamo cercato il salto di qualità con Mihailovih, che non c’è stato e Mazzarri non ha saputo rattoppare la situazione, anzi! Io parlavo di singoli; i più farebbero la fortuna di tanta serie A.

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        1. Wallandbauf - 6 mesi fa

          Dal punto di vista pianificazione e sviluppo giocatori/gioco sono d’accordo. Però quelli elencati sopra bisogna saperli pescare e noi purtroppo da 3 anni almeno non ne imbrocchiamo più una (niang,zaza, purtroppo verdi per ora)

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  3. rampanti-vatta - 6 mesi fa

    Se si infortunano lui e Sirigu ce ne andiamo in serie B.
    Con loro 2 e un piccolo sforzo della società ce ne saremmo andati in Champions.
    FVCG

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  4. Torosempre - 6 mesi fa

    Sono, chiaramente, voti emozionali. Purtroppo la mancanza di oggettività è, come noto, uno dei nostri maggiori limiti.
    Per me il Gallo metita 8, a sprazzi, ma 5– nel complesso. Deve decidere lui se ha voglia di migliorare i suoi limiti o raccontare che “peccato per poco non era dentro”. In fondo la differenza fra lui e Ciccio è che Graziani nella sua ignoranza cosmica sapeva quando e dove doveva esserci e quando era meglio che rimanesse FdB.

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  5. gianTORO - 6 mesi fa

    …purtroppo è un’anima che perderemo il prossimo anno…e come dargli torto!!!! a lui e agli altri “big” che se ne vorranno andare da una squadra senza ambizione reale…
    FVCG

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