Torino, il taglio degli stipendi? Passerebbe da un accordo Cairo-giocatori

Torino, il taglio degli stipendi? Passerebbe da un accordo Cairo-giocatori

L’approfondimento / Apertura di Tommasi alla trattativa per decurtare gli stipendi dei giocatori, ma l’Aic non può imporre nulla ai calciatori

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

In una contingenza come quella attuale ci perdono un po’ tutti. Anche le società calcistiche, che senza i soliti introiti, avranno sicuramente delle perdite notevoli. Per cercare di limitare i danni una delle proposte avanzate dei club di A è quella di decurtare parte degli stipendi dei propri giocatori. Negli scorsi giorni sia Gravina, presidente federale, che Tommasi, presidente dell’Associazione Calciatori, hanno definitivamente sdoganato il tema, spiegando che non è un argomento tabù e i ciechi garantismi vanno accantonati. In Europa si vedono già alcune società che hanno iniziato a prendere questa strada, ma fin qui ci sono state reazioni opposte. È andata male al Sion. La società svizzera ha imposto un taglio dell’80% della mensilità dei propri giocatori. In nove di questi si sono opposti e di conseguenze il club ha licenziato i propri calciatori (tra cui quel Doumbia vecchia conoscenza romanista). Storia diversa quella del Borussia Mönchengladbach. In questo caso sono stati direttamente i giocatori della società tedesca ad annunciare pubblicamente di volersi ridurre lo stipendio per il periodo di stop del campionato.

IN ITALIA – Anche in Italia si dovrebbe andare verso questa direzione: l’argomento è stato affrontato nell’assemblea di Lega tenutasi ieri, venerdì 20 marzo. Ma se i club spingono per ottenere subito la decurtazione degli stipendi del mese di marzo, l’associazione calciatori temporeggia. Al momento, comunque, sembra che la percentuale trattenuta si aggirerà intorno al 20-30%. Inoltre non saranno decurtate parti di stipendio uguali per tutti i calciatori, visto che dovrebbe essere valutato in base allo stipendio di ciascuno. C’è ancora da trattare con l’AIC per trovare un comune accordo. E soprattutto va sottolineato che l’associazione dei calciatori non può imporre niente ai giocatori. “Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli”, ha scritto Tommasi in una lettera pubblicata ieri sul sito Aic.

TORINO –  A quel punto, poi, le società dovrebbero trattare direttamente con i giocatori. Una volta che si sarà raggiunto un accordo di massima tra le componenti (Aic e le leghe), saranno proprio i club a scendere in campo per trovare con i propri calciatori l’accordo definitivo. Anche in casa Torino, quindi, un verdetto arriverebbe solamente dopo che Urbano Cairo e i giocatori avranno trovato un punto d’incontro. E non ci sarebbe da sorprendersi se anche il club granata, che paga il settimo monte ingaggi della Serie A 2019/2020, si muovesse in questa direzione, considerando che l’attività è stata interrotta.

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  1. CUORE GRANATA 44 - 6 mesi fa

    Altro ipotetico capitolo di questa situazione surreale.AIC in merito assume un atteggiamento “pilatesco”.In linea di principio pare essere d’accordo tuttavia con quali criteri procedere all’eventuale taglio “se ne lava le mani” dicendo in pratica “videant consules!.Ad avere in mano le carte migliori sarebbero i calciatori qualora non prevalesse il buon senso(merce ormai rarissima)da entrambe le parti.Qualora le proposte fatte dalle Società ai singoli calciatori(penso tarate in modo proporzionale agli ingaggi percepiti)non venissero in tutto od in parte accolte si troverebbero con le spalle al muro.”Licenziare i giocatori renitenti?”Significherebbe perdere i “cartellini “dei calciatori” ed il relativo valore patrimoniale che comunque alla fine del tutto subirà una svalutazione al momento non quantificabile.Aprire un contenzioso presso il giudice del lavoro adducendo motivazioni di “natura eccezionale ed imprevista?” Ma qual’è con esattezza la natura giuridica del loro rapporto?Insomma a mio parere sarebbe il caos organizzato a sistema.Per questo scorcio di stagione , atteso che ritengo pura utopia pensare di riprendere il Campionato,dovrebbe essere la Lega a stabilire criteri univoci e proporzionali a valere per tutte le Società in merito al taglio degli emolumenti.Non si vuole comprendere che questa situazione eccezionale và affrontata con misure eccezionali nella consapevolezza da parte di tutti i soggetti interessati che nulla sarà più come prima.Utilizzare questo periodo come “parentesi sabbatica”per ripensare ad una rimodellazione dell’intero sistema.Così com’è non potrà comunque più reggere anche se “i mercanti del tempio”con pervicacia continuano ad ignorarlo.Sempre FVCG!!

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    1. Opi - 6 mesi fa

      “Videant consules”
      Immagino che anche lei come me oggi sia triste per la morte di Gianni Mura.
      Scriva più spesso, è un piacere leggerla.

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