Toro, contro il Napoli provaci con coraggio!

Toro, contro il Napoli provaci con coraggio!

L’editoriale di Gino Strippoli / Una sfida quasi impossibile per i granata che però in trasferta hanno una marcia in più

di Gino Strippoli

La trasferta di oggi per i granata si presenta difficile se non impossibile, basterebbe guardare lo score degli azzurri allenati da Carlo Ancellotti (52 punti, 42 reti fatte e solo 18 subite). Una squadra, quella napoletana, sicuramente meno spettacolare rispetto a quella di Sarri ma più equilibrata e con un attacco sempre devastante. Sembrerebbe quindi per il Torino una partita da vittima sacrificale, i numeri lo dicono ma la statistica non scende in campo e spesse volte viene soverchiata da prestazioni maiuscole. Il Toro sin qui se non fosse incappato nella sconfitta contro la Roma, dal gusto amaro per come sono andate le cose, sarebbe ancora imbattuto in trasferta. I motivi sono quelli di una squadra capace di difendersi molto bene ma soprattutto di saper pressare molto alto mettendo in difficoltà i portatori di palla avversari, rubando spesso palla e ripartendo velocemente. Proprio per questo la speranza che il Toro esca imbattuto dal San Paolo è d’obbligo.

Non che lo score granata in trasferta sia brillante, ma su 12 partite giocate sono stati conquistati 15 punti derivanti da due vittorie, 9 pareggi e la sconfitta romana. Dopo il bel pareggio contro l’Inter il Toro ha voglia di stupire ancora. Anche se non arriva da due partite importanti dal punto di vista della prestazione, come con la Spal e con l’Udinese, i granata si esaltano quando affrontano le così dette grandi squadre. Oggi il rientro di Nkoulou restituirà alla difesa granata il perno centrale che garantisce qualità e sicurezza a tutto il reparto, senza Djidji, alle prese con un infortunio ma con un Emiliano Moretti sempre ben motivato. Per il resto Izzo e Sirigu chiuderanno il primo le vie di fuga, giocando di anticipo, e il secondo la saracinesca della sua porta.

Quello che dovrà far muovere l’ago della bilancia in favore granata sarà il gioco del centrocampo, dove la corsa in pressing dovrà essere asfissiante. Rincon, mai così in forma, e la fisicità di Meitè potrebbero fare la differenza in mezzo al campo, supportati da Baselli o da Lukic, mentre sulle fasce dovrebbero trovare posto sulla sinistra Ansaldi e sulla destra Ola Aina. In avanti il duo Belotti-Falque a meno che con il rientro di Zaza, dopo la squalifica, Mazzarri non abbia deciso di dare più potenza all’attacco facendo giocare in coppia con il “Gallo” il numero 11 granata. Già un attacco che non segna e Belotti è fermo dal 22 dicembre quando andò in rete contro il Sassuolo. Davvero troppo, ma chi può dare palloni giocabili per mandare in rete gli attaccanti granata? Potrebbero essere i due esterni con i cross in area, ma se ne vedono pochi, poi ci sarebbe la soluzione vista contro l’Udinese con Berenguer dal primo minuto al fianco di Falque con Belotti punta centrale, ma anche questa soluzione non ha prodotto gli effetti sperati. Ecco perché solo la corsa in moto perpetuo potrebbe essere la chiave giusta per mettere in difficoltà il Napoli. Piccola nota per dovere di cronaca: nelle ultime sette sfide tra Torino e Napoli i granata hanno conquistato solo un punto contro i 18 degli azzurri.

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  1. LeoJunior - 4 mesi fa

    Forse qualcuno ha già segnalato la cosa e nel caso mi scuso per la ripetizione. Consiglio a tutti di ascoltare la puntata del “ il falco e il gabbiano” di Enrico Ruggero su radio 24 (potete trovarla in podcast). Puntata sul grande Gigi Radice. Una grande nostalgia ma anche un grande rimpianto. No ricordo le motivazioni che portarono la società a scaricarlo ma, come sottolineato anche dal’autore, si parla di un uomo con idee. Uno che aveva dimostrato di avere una marcia in più, aveva vinto uno scudetto, introdotto nuovi metodi di lavoro e approccio al calcio (aprire una sala biblioteca per i giocatori!). Ma soprattutto pensava ad un’accademy dove le squadre giocassero allo stesso modo…. il Barcellona ci sarebbe arrivato 20 anni dopo, e noi anziché farlo diventare il ns Ferguson lo abbiamo cacciato.
    Poi il calcio lo ha dimenticato e forse anche tutti moi. Un po’ di tristezza nel pensare a come il calcio macini tutto e tutti. È il caso di riprenderci i valori

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  2. giacki - 4 mesi fa

    Nel Napoli mazzarri le ripartenze le faceva con zuniga-hamsik-lavezzi-maggio.da noi solo yago ha il piede giusto. Voleva fare giocare Baselli’come Hamsik’ma sono 4 anni che aspettiamo baselli

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  3. Il_Principe_della_Zolla - 4 mesi fa

    Una sfida quasi impossibile per i granata che però in trasferta hanno una marcia in più: la retro!

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  4. user-14158830 - 4 mesi fa

    Ho deciso che finché il somaro siederà in panchina non seguiró più il Toro. Mai sopportato, partite schifose da lotta contro il sonno, catenaccio, zero tiri, giocatori mediocri… Un vero servo del padrone dalle braccia corte. Questo non é il mio Toro!!!!!

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  5. Marchese del Grillo - 4 mesi fa

    Si, si, l’ho vista a Ferrara, a Bologna, a Cagliari e a Bergamo la marcia in più. Siamo l’anti gioco, nostro e per gli altri, e forse cosi e barricandoci, alla maniera di una neo promossa qualsiasi, riusciremo a strappare un punto. Ma il Toro è proprio un’altra cosa!

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