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Toro, così giocherà Giampaolo: un fitto possesso palla che parte dal basso

Approfondimento / Le idee principali del tecnico abruzzese messe in mostra nelle precedenti esperienze

Gianluca Sartori

Marco Giampaolo ha una precisa filosofia che porta avanti con convinzione da anni. Ecco dunque che, prendendo spunto da quello che hanno proposto le sue squadre del passato (specialmente Empoli, Sampdoria e Milan) è possibile immaginare come potrà giocare il suo Torino 2020/2021 e, di conseguenza, immaginare chi della rosa attuale potrà adattarsi al meglio ai propri schemi e quali sono invece i profili che andranno ricercati attraverso il mercato. Qualche giorno fa abbiamo provato ad analizzare la fase difensiva; ecco ora alcuni tra i concetti principali che Giampaolo ha spesso tentato di perseguire per quanto riguarda invece la fase di possesso palla.

COSTRUZIONE DAL BASSO - Giampaolo, come noto, ha utilizzato nelle sue ultime esperienze un 4-3-1-2 dalla propensione spiccatamente offensiva, con un rombo di centrocampo molto ben definito che si mantiene visibile fino agli ultimi metri di campo. L'obiettivo è prendere possesso della supremazia territoriale tramite un possesso palla che parte dal basso, con i due centrali difensivi molto coinvolti nella prima costruzione. A tal proposito è ovviamente importante anche il vertice basso del centrocampo, il cosiddetto metodista, che deve avere tecnica e velocità di pensiero (il profilo al momento manca al Torino: un papabile acquisto potrebbe essere Lucas Biglia). Il regista spesso arretra il suo baricentro per formare un triangolo con i centrali difensivi; spesso gioca "a muro", ovvero restituisce di prima il pallone ai centrali per far muovere gli avversari e creare lo spazio per la ricezione delle mezzale oltre la prima linea di pressione avversaria; deve farsi trovare come punto di riferimento per i laterali quando è il momento di cambiare gioco.

GIOCO SULLE FASCE  - Un ruolo importante per lo sviluppo del gioco delle squadre di Giampaolo ce l'hanno sempre avuto i laterali. A loro è richiesto spesso di avanzare e partecipare alla manovra, arrivando al cross per i compagni in area. Per questo è stato acquistato Ricardo Rodriguez e rinnovato Cristian Ansaldi; i due hanno qualità nei piedi e sanno "giocare a pallone". Fondamentale è comunque il contributo dei compagni, visto che il 4-3-1-2 fatalmente rischia di concedere agli avversari la superiorità sulle fasce. Le mezzali devono costantemente supportare i terzini ma sulle fasce devono farsi vedere anche il vertice alto del centrocampo e una delle due punte, in modo da creare dei piccoli poli di possesso. Quando succede questo, arriva spesso il regista che si propone per cambiare il gioco sul "lato debole", dove arrivano terzino e mezzala opposto per provare a colpire la difesa avversaria.

FINALIZZAZIONE - Nella fase di finalizzazione, oltre ovviamente al ruolo degli attaccanti, è fondamentale il ruolo delle mezzali (ma anche del regista). Una soluzione spesso praticata nel gioco di Giampaolo è l'inserimento dei centrocampisti, che spesso diventano attaccanti aggiunti. Devono essere aiutati dalle due punte e dal trequartista, che con movimenti "a uscire" devono creare corridoi da sfruttare. Per quanto riguarda i centrocampisti di inserimento, anche qui il Toro è piuttosto sprovvisto: in rosa, solo Daniele può incarnare questo identikit ma è infortunato e tornerà in autunno inoltrato. Sul mercato occorrerà fare qualcosa. Per quanto riguarda invece le punte, che devono avere capacità di movimento, Giampaolo si trova in rosa Belotti e Zaza, che sicuramente possono fare al caso suo.

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