Toro rinunciatario e la Lazio lo punisce

Toro rinunciatario e la Lazio lo punisce

L’Analisi di Gino Strippoli / Granata sempre in difficoltà nel palleggio non hanno scampo contro Immobile e compagni

di Gino Strippoli

Una sconfitta meritata quella del Toro contro la Lazio soprattutto per la rinuncia a giocare dopo essere andato in vantaggio. E dire che l’approccio alla partita è sembrato sorridere ai granata, con i granata subito in attacco tant’è che al 3′ il Toro è andato in vantaggio su un rigore netto per mani di Immobile su un tiro di Nkoulou. Belotti ha infilato il portiere laziale portando a 12 le sue reti in campionato. La Lazio è andata in difficoltà ed è in quel momento che il Toro ha sbagliato perché al posto di affondare e cercare il palleggio ha abbassato il suo baricentro e si è messo sotto assedio della squadra allenata da Inzaghi. Da qui in avanti in campo si è vista una sola squadra la Lazio che ha raggiunto il pareggio con Immobile e poi dopo incessanti attacchi si è portato in vantaggio con Parolo, dopo un salvataggio di Sirigu su tiro di Milinkovic Savic.

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Il Toro ha cercato una reazione con i nuovi entrati ma questa non è arrivata, anzi è la Lazio che ha sfiorato il terzo gol con Correa. Davvero un peccato perché è una sconfitta che brucia per quello che poteva esser e non è stato. È mancato a questo Toro la convinzione dei propri mezzi, il carattere che ti porta alla vittoria, la cattiveria agonistica che ti fa grande anche quando hai di fronte un avversario più forte tecnicamente. Negli ultimi 10 minuti i granata hanno cercato il pareggio ma la fase d’attacco è parsa davvero sterile, nonostante il buon finale del Torino. In attacco per tutta la partita Belotti è sempre stato troppo solo e isolato e spesso si è battuto contro tre avversari se non quattro. Da questa nota si capisce poi il perché il Toro ha poca propulsione e pericolosità in avanti. Sconfitta meritata con la Lazio che ha dettato il gioco sempre in avanti. Immobile e compagni hanno cercato la vittoria a tutti i costi per mantenere viva la speranza di scudetto. Il Toro visto ieri sera desta grossa preoccupazione e sabato c’è il derby.

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  1. ALESSANDRO 69 - 2 settimane fa

    Ma secondo un parere personale dell’articolista è sufficiente giocare con grinta e carattere per battere qualsiasi avversario…??? Se di fronte hai una squadra altrettanto affamata ma con un tasso tecnico tre volte superiore per non parlare dell’abbondanza di organico e tralasciando la condizione atletica ,hanno iniziato ad allenarsi prima di tutti, fatemi capire cosa dovrebbe inventarsi un tecnico….??? Io non conosco squadre rinunciatarie per principio e non credo assolutamente che il Toro di ieri ha scelto questo, semplicemente è l’altra squadra che essendo superiore in tutto lo ha costretto nella sua metà campo. Cazzo se una squadra lotta per lo scudetto e l’altra per non retrocedere ci sarà un motivo…???Hai voglia ad avere grinta , fame e carattere, se tecnicamente e atleticamente non ne hai, non ne hai ..punto e basta… Grinta ,fame e carattere sono sicuramente elementi indispensabili per vincere nello sport ma purtroppo non sono sufficienti ,perchè tutti a certi livelli hanno grinta ,fame e carattere e allora succede che il talento fa la differenza.Mi sembra un concetto fin troppo elementare..

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  2. Pimpa - 2 settimane fa

    Mi appoggio al consueto commento di madama_granata per ripetere considerazioni espresse da tempo,possibilmente aggravandole.
    La questione Cairo/Mazzarri poco mi appassiona perché resta mia profondissima convinzione che,con questo presidente,continueranno a sedere sulla nostra panchina allenatori imbarazzanti,per tali ritenendo quelli succedutisi negli ultimi lustri a cominciare da Ventura.
    Insisto col dire che da noi non giocano e non giocheranno mai campioni: Sirigu potrebbe giocare dovunque, Nkoulou e Belotti sono buoni giocatori con questa differenza: il primo può giocare in squadre più forti della nostra, e spero per lui che ci giocherà,il secondo non giocherà mai titolare in una squadra più forte della nostra perché al massimo potrà fare la riserva. Anche a lui auguro di andarsene il prima possibile,naturalmente,perché gli voglio bene e riconosco quello che ha fatto e sta facendo per noi.
    Il resto della squadra è impresentabile anche ai nostri modestissimi livelli,lo ripeto da anni e anche questo campionato lo sta dimostrando.
    Gente come Edera,Baselli,Verdi o Berenguer sono patetici e dovremmo vergognarci di averli in squadra o, peggio ancora,di invocarne un impossibile salto di qualità;un giocatore che non gioca di testa,il primo,che non serve niente in mezzo al campo,il secondo,che non si capisce perché sia stato acquistato pr di più a quelle cifre folli,il terzo,che non ha il fisico se non per fare il fantino,il quarto,la dicono lunga sulla qualità e la competenza di chi ci ha governato in questi anni.
    Vogliamo parlara del resto della squadra? Di Vagnati? Delle prospettive future? un po’ di buon senso,non dico altro,non guasterebbe,suvvia.

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  3. Madama_granata - 2 settimane fa

    Io non credo che il Toro sia “rinunciatario”.
    Credo che, in questo momento, la Lazio sia uno “squadrone”, e il Toro una squadra malata che si lecca le ferite, e sta avviandosi verso una travagliata convalescenza.
    Sarebbe stato meglio “attaccare alla morte”, sbilanciarsi e rischiare di prenderne di nuovo altri 4 o, peggio, altri 7 in casa???
    In fondo Atalanta e Lazio, come valori in campo, e come risultati, più o meno si equivalgono!
    I nostri sono prima di tutto pochi, contati e risicati come numero.
    Manca il turn-over, perché mancano dei cambi validi.
    Io ed altri tifosi incolpiamo maggiormente Mazzarri,
    l’altra parte del mondo granata incolpa Cairo.
    Non importa chi ha ragione: sta di fatto che i giocatori del Toro sono stanchissimi, pochi, e di qualità modesta.
    Togliamo 3/4 “campioni”, i soliti che tutti conosciamo, tutti gli altri sono onesti (solo se e quando si impegnano) operai del calcio.
    Per di più demoralizzati e sfiduciati da una stagione “tremenda”, pessima a dire poco.
    Io credo che sia meglio difendersi con dignità, e sperare in “contropiede”, piuttosto che “rompere le righe” ed aprire voragini per gli avversari.
    Ieri, con un po’ di fortuna, avremmo anche potuto pareggiare.
    Quando sbagliano gli altri (e ieri la Lazio di errori ne ha fatti tanti) “ci è andata bene”, quando sbagliano i nostri sono solo brocchi da serie B.
    Se Immobile ha venti “palle buone” a partita, 18/19 le sbaglia; 1 o 2 le insacca.
    Quando mai i nostri vitupetati attaccanti, Belotti, ma anche Zaza o Berenguer, o Verdi, o Edera, o Millico hanno le stesse occasioni??
    E qui torniamo a dire che il centrocampo non funziona e che manca chi sappia illuminare e suggerire il gioco.
    “Dulcis in fundo” si è infortunato Beselli, che secondo me sarebbe servito moltissimo, proprio per dare un po’ di qualità a centrocampo.
    Quest’anno è andata così: male, ma così.
    Io credo che ora sia importante sostenere comunque la squadra, e pensare solo ed esclusivamente a salvarci!
    E credo sia importante non disunirsi, non alzare bandiera bianca, non prenderne altri sette!
    A battete la Lazio, o la Juve, o l’Inter ci penseremo, speriamo, dal prossimo anno in poi..

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  4. drino-san - 2 settimane fa

    Non é vero che non attacchiamo il problema é che facciamo 5-6 errori nel’ultimo passaggio ogni partita. In serie A non te lo puoi permettere

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  5. MASSIMO64 - 2 settimane fa

    Come ho gia’ avuto modo di scrivere ieri dopo la partita.Non basta solo metterci più grinta per vincere le partite.Il gioco del nostro Toro,e’ ‘uguale al non gioco di Mazzarri.Forse Longo si e’troppo fossilizzato sul lavoro psicologico dei giocatori, non proviamo neanche ad imporre i nostri schemi offensivi.

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