Serie A, taglio stipendi: scontro Lega-Aic, verso trattative squadra per squadra

Serie A, taglio stipendi: scontro Lega-Aic, verso trattative squadra per squadra

Il punto / Ieri si è svolta un’Assemblea straordinaria: l’argomento principale è stata la riduzione degli stipendi

di Luca Sardo

Ogni club tratterà con i propri calciatori a seconda di quanto durerà lo stop per l’emergenza coronavirus. E’ lo scenario più probabile per quanto riguarda il taglio degli stipendi, dopo lo scontro tra Lega Serie A e Assocalciatori. Ieri i presidenti dei club di A hanno parlato in videoconferenza, raggiungendo delle linee guida d’applicazione comuni. Tutti i club sono uniti, ad esclusione della Juventus che ha già trovato l’accordo con i propri calciatori. L’assemblea ha evidenziato le modalità con cui i club vorrebbero intervenire per ridurre al minimo i danni economici a causa del coronavirus: “Una riduzione pari ad un terzo della retribuzione totale annua lorda (ovvero quattro mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di un sesto della retribuzione totale annua lorda (ovvero due mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019-2020“. Si partirebbe inizialmente dal taglio di marzo e aprile, poi eventualmente si taglierebbe anche maggio e giugno se il campionato non dovesse ripartire.

Serie A, c’è l’accordo tra i club sui tagli degli stipendi

DURA RISPOSTA DELL’AIC – A seguito di questa comunicazione, sono arrivate le risposte dei vertici dell’assocalciatori: prima il vice-presidente Calcagno, poi il presidente Tommasi si sono espressi con termini non certo accondiscendenti. Poi in serata è arrivata la dura replica dall’AIC: “È una proposta vergognosa e irricevibile. Il comportamento delle Leghe è incomprensibile. La volontà, neanche tanto implicita, di voler riversare sui calciatori, mettendoli in cattiva luce, l’eventuale danno economico derivante dalla situazione di crisi, è un fatto che fa riflettere sulla credibilità imprenditoriale di chi dovrebbe traghettare il sistema calcio in questo momento di difficoltà”.

COSA SUCCEDE ORA – Secondo lo scenario che prefigura La Gazzetta dello Sport, è probabile che senza una linea comune condivisa da tutte le parti in causa, ogni club decida di proseguire per la propria strada. Ogni club ha facoltà per trattare esclusivamente con i rispettivi tesserati: e si può dire che i dialoghi, come nel caso del Torino – lo ha confermato ieri Moreno Longo a Sky – sono ancora all’inizio. Senza dimenticare che il mese di aprile è ancora un’incognita: per ora il divieto di allenamenti dura sino al 13 aprile, dunque teoricamente dopo quella data potrebbero ripartire i lavori, salvo ulteriori proroghe da parte da parte del governo delle misure anti-contagio.

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  1. renato (quello vero) - 2 mesi fa

    Questa volta non capisco proprio la posizione dell’associazione calciatori. Ci sono ormai milioni di persone (non 3 o 4) che sono a casa senza stipendio perchè le loro aziende sono chiuse per causa di forza maggiore, e non sto parlando di chi ha 100.000 € al mese, ma si e no 1.000 € al mese. Non capisco perchè un calciatore, che è uno stipendiato come altri, debba percepire lo stesso il suo stipendio anche se non lavora. Ripeto, parliamo di gente che guadagna in un mese ciò che un lavoratore normale vede in circa tre anni! Non mi si venga a dire che a loro lo stipendio serve per vivere. Ma per piacere. Se facessi parte della categoria dei nostri pedatori mi vergognerei a chiedere altri soldi in una situazione del genere.

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  2. CUORE GRANATA 44 - 2 mesi fa

    Come era peraltro prevedibile si stà delineando “il caos organizzato a sistema”il che conferma quanto vivano in un mondo parallelo “i signori del calcio” e quanto sia utopistico pensare ad una conclusione del Campionato in corso.I mercanti vedono lo spettro del fallimento ed i calciatori stando all’AIC intendono rinunciare solo in minima parte ai loro privilegi.Teoricamente ad avere in mano le carte migliori sono i calciatori che potrebbero,forse,svincolarsi per mancato assolvimento contrattuale da parte dei rispettivi datori di lavoro ed azzerare l’ipotetico valore dei cartellini per poi,almeno in parte,accasarsi altrove presso più munifiche realtà,ma una parte rischierà “la disoccupazione”In ogni caso mi pare una situazione surreale rapportandola ai danni economici che subirà l’intero ns. sistema economico|finanziario con ricadute sull’occupazione.Ho la sensazione che non si abbia,da parte di tutti,la percezione della gravità dell’insieme e delle sue conseguenze quantomeno a medio termine.A meno che..mercanti e mercenari facciano fronte comune per addossare sul Governo tutto il relativo “peso economico” giustificandolo con la salvaguardia dei moderni circenses intesi,come sempre avvenuto,in un potente analgesico per distrarci dalle quotidiane preoccupazioni.A mio parere sarebbe scandaloso,ma nulla ormai mi stupisce.FVCG!!!

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