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Granata dall'Europa

Dubbi e benefici

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Torna "Granata dall'Europa", la rubrica a cura di Michele Cercone con un nuovo appuntamento: "Il beneficio del dubbio non si nega a nessuno, e nella loro storia i tifosi del Toro l'hanno accordato ai personaggi più improbabili"
Michele Cercone Columnist 

Il beneficio del dubbio non si nega a nessuno, e nella loro storia i tifosi del Toro l'hanno accordato ai personaggi più improbabili. Figuriamoci quindi se non va concesso ad un nuovo mister che comincia la sua avventura sulle rive del Po. Va detto però che Vanoli arriva da illustre sconosciuto, e uno sguardo alla sua carriera non rassicura certo chi sperava in un salto di qualità dopo l'esperienza Juric. A bocce ferme, sembra evidente che a zavorrare l'esperienza del croato in granata sia stata soprattutto la mancanza di mentalità e di esperienza vincente. Juric è stato in grado di rimettere in sesto una squadra ai minimi termini e di creare un progetto sportivo solido. Si è però sistematicamente arenato davanti alle prove decisive, perché le ha affrontate non con il piglio di chi vuole vincere a tutti i costi, ma con la preoccupazione di chi ha paura di perderle.

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Le sue dichiarazioni conclusive su una stagione dai risultati ''fantastici'' hanno sorpreso molti tifosi, ma sono una conseguenza logica del suo vissuto personale. È evidente che per un allenatore che ha raggiunto al massimo il nono piazzamento in serie A la parte sinistra della classifica sia un traguardo di tutto rispetto. Al Toro serve invece di più, e di più meritano i tifosi. Invece di ovviare a questa mancanza di mentalità vincente con un allenatore di lungo corso e titolato, la società ha deciso di scommettere su un mister che non ha mai allenato in serie A e che, a parte mezza stagione allo Spartak, non ha esperienza diretta di gestione di una squadra nei massimi campionati continentali. La mossa sorprende ancor di più se si considerano le dichiarazioni della società di voler puntare a posizioni di classifica più alte nella prossima stagione. Il lavoro di Juric porta in dote alcuni buoni elementi, ma la squadra è sostanzialmente da rifondare in tutti i reparti, e il mercato estivo lascerà di sicuro qualche vuoto doloroso.

Unito all'ormai tradizionale andamento lento e sparagnino del mercato del Toro, l'affidamento delle chiavi di casa a un mister che deve ancora scoprire il mondo della A e trovare i suoi riferimenti rischia di diventare un azzardo pericoloso. Le ragioni di questa ennesima scommessa sono chiare solo a chi l'ha decisa, e a parlare potranno essere solo i risultati sul campo, ma la società è ora responsabile di mettere il nuovo mister nelle condizioni migliori per cominciare la sua avventura e deve evitare di ripetere compulsivamente gli errori strategici degli ultimi venti anni. Dopo decenni di ondivaghe e incomplete sessioni mercatare non si pensi più di chiedere pazienza e sostegno a scatola chiusa. I dubbi hanno ormai talmente pervaso la maggior parte dei supporter che non c'e' più beneficio che tenga. L'unica strada per cercare di ricucire lo strappo con i tifosi e' la chiarezza. Si dica subito quali sono le ambizioni per la prossima stagione, si spieghi quali sono i mezzi a disposizione e si definisca una linea chiara di comunicazione improntata al rispetto di chi paga per sostenere la propria passione.

Dopo le volgari liti in mondovisione, gli insulti e l'obbrobrio di Superga sarebbe davvero imperdonabile continuare con i patetici tentativi di ignorare una contestazione che sta invece tracimando e che unisce ormai una parte sempre più ampia della tifoseria granata. Per trovare almeno uno spiraglio di dialogo serve un cambio di registro drastico e tocca alla società fare il primo passo verso i sostenitori uscendo dalle sabbie mobili del vorrei ma non posso e dando forti segnali di ambizione. Tenere i migliori giocatori è una promessa che non si potrà disattendere, cosi come é indispensabile svuotare la squadra dalla pletora di mediocri pedatori che hanno zavorrato la scorsa stagione e provvedere a innesti mirati e di qualità. Senza sforzi concreti e senza il chiaro disegno di creare una compagine in grado di lottare per l'Europa, la crepa tra società e tifosi é destinata ad allargarsi fino a livelli allarmanti. Il beneficio del dubbio scompare in fretta se diventa dubbio di qualsiasi beneficio. Il primo passo non sembra andare nella direzione giusta, ma speriamo che per una volta la scommessa possa essere vinta e che l'arrivo di Vanoli sia il segnale di un'inversione di marcia tanto necessaria quanto urgente.

Il Toro, il giornalismo e l'Europa da sempre nel cuore. Degli ultimi due ho fatto la mia professione principale; il primo rimane la mia grande passione. Inviato, corrispondente, poi portavoce e manager della comunicazione per Commissione e Parlamento Ue, mi occupo soprattutto di politica e affari europei. Da sempre appassionato di sport, mi sono concesso anche qualche interessante esperienza professionale nel mondo del calcio da responsabile della comunicazione di Casa Azzurri. Osservo con curiosità il mondo da Bruxelles, con il Toro nel cuore.

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