tor columnist la scossa granata ​Due vittorie su tre per il Toro di D’Aversa. Che non convince il popolo granata

La scossa granata

​Due vittorie su tre per il Toro di D’Aversa. Che non convince il popolo granata

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Torna "La Scossa Granata", di Michelangelo Suigo: "Quattro gol al Parma nel gelo della contestazione"
Michelangelo Suigo Columnist 

​Il tabellino recita 4-1, ma gioco e risultato del campo sono le uniche note lieta di un'altra serata surreale. Il Toro di D'Aversa batte il Parma, centra la seconda vittoria in tre gare e mette fieno in cascina per allontanarsi dalla zona retrocessione, ma lo fa in un contesto di rottura totale. La curva Maratona, cuore pulsante del tifo granata, era di nuovo desolatamente vuota, lasciata spoglia da una tifoseria che ha deciso di portare la contestazione contro il presidente Urbano Cairo a un livello di scontro senza precedenti.

​Una vittoria nel deserto

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​Mentre fuori e dentro lo stadio il clima degenerava, con un'aria di sfiducia che ormai travalica il semplice risultato sportivo, la squadra ha provato a isolarsi. Il calcio di D'Aversa, nella sua elementare ma spietata efficacia, ha trovato terreno fertile contro un Parma distratto. Il piano è chiaro: baricentro basso, protezione della palla e ripartenze veloci.

​Gli interpreti per questo gioco ci sono e si vede. Nikola Vlasic è stato monumentale, agendo da bussola in mezzo al campo e innescando con precisione le punte. La fisicità di Adams e il dinamismo di Gineitis hanno garantito quegli strappi necessari per ribaltare l'azione. Il gol di Ilkhan e il ritorno al graffio di Duvan Zapata sono segnali vitali, ma è la firma di Giovanni Simeone – al suo 7° centro stagionale – a certificare che, almeno tecnicamente, la squadra ha recepito i dettami del nuovo mister.

​Una tregua armata verso San Siro

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I tre punti sono "d'oro", come si dice in questi casi, perché permettono di respirare in classifica, ma non bastano a placare la furia di una piazza che si sente tradita nella propria identità. La frattura tra la presidenza e la tifoseria appare ormai insanabile, e nemmeno una goleada sembra poter gettare acqua sul fuoco di una protesta che sta segnando questa stagione.

​Ora il calendario mette il Toro di fronte a un bivio psicologico: la trasferta contro il Milan. I rossoneri arrivano all'appuntamento dopo la sconfitta di Roma con la Lazio, desiderosi di rivalsa dopo aver assaporato, con la vittoria nel derby, la rimonta impossibile sui cugini interisti. Per uscire indenni da San Siro, i granata dovranno dimostrare di saper convivere con questa tensione interna, trasformando la rabbia ambientale in energia agonistica. Riuscirà D'Aversa a mantenere i suoi ragazzi impermeabili al caos societario? Il campo dice di sì, ma il silenzio della Maratona urla il contrario.