Non basta un bel Toro. I granata di mister D'Aversa escono dal prato del Meazza sconfitti per 3-2 dal Milan, ma con la forte consapevolezza di aver giocato una partita vera e a viso aperto contro una big del campionato. Una prestazione coraggiosa che lascia un sapore amaro in bocca per quello che poteva essere e che, purtroppo, non è stato.

la scossa granata
Toro a testa alta a San Siro, ma ai granata restano solo i rimpianti
Il Toro gioca, lotta con il coltello tra i denti su ogni pallone, pressa e crea una mole di gioco e di occasioni superiori ai rossoneri. Non c'è traccia di timore reverenziale nella manovra granata, che si sviluppa corale e pungente per larghi tratti del match. Eppure, il tabellone luminoso al triplice fischio sorride ai rossoneri. Che peccato. Sarebbe bastato un pizzico di concentrazione in più per uscire dalla San Siro con un meritatissimo pareggio. Il grande rammarico di D'Aversa e dei suoi ragazzi si concentra tutto in un frangente specifico e fatale: i primi 20 minuti del secondo tempo, e in particolare due minuti tra il 53' e il 55'. È in quella precisa porzione di gara che si è inspiegabilmente spenta la luce. Un blackout tecnico e mentale in cui è mancata la lucidità necessaria per arginare le folate offensive dei padroni di casa.
Le certezze: Simeone e Vlasic sugli scudi
—Nonostante la sconfitta bruciante, ci sono note positive su cui costruire l'ultima fase della stagione. L'attacco finalmente funziona e le firme sul tabellino dei marcatori sono di quelle pesanti. Vanno ancora in gol Giovanni Simeone e Nikola Vlasic: con le reti siglate a San Siro, entrambi i giocatori si portano a quota 8 centri stagionali, confermandosi i veri trascinatori del reparto offensivo. Il "Cholito" si dimostra il solito rapace d'area di rigore, mentre il trequartista croato continua a unire la sua immensa classe a un sacrificio tattico encomiabile. La loro intesa cresce partita dopo partita, regalando imprevedibilità all'undici titolare.
Il dominio granata nei numeri
—A certificare la bontà dell'ottima prestazione dei granata ci pensano i numeri. Le statistiche post-partita raccontano una storia ben diversa da quella scritta dal risultato finale, evidenziando un netto predominio granata in quasi tutte le voci principali del match. Expected Goals (xG) 2,22 per il Torino contro l'1,43 del Milan. Un dato inequivocabile sulla qualità delle azioni: i granata hanno costruito occasioni più nitide e pericolose. Tiri in porta: 7 a 6 in favore del Toro. Tiri fuori: 8 a 2 sempre per gli ospiti, a chiara dimostrazione di una pressione offensiva costante. Cross: 9 a 3 per il Toro, segno di un gioco sulle fasce che ha spesso messo in crisi la retroguardia rossonera. Salvataggi: Maignan è stato costretto agli straordinari ergendosi a migliore in campo con ben 5 parate decisive, mentre Paleari, dall'altra parte, si è fermato a 3.
Le parole del mister e l'orizzonte
—Non è affatto un caso che, nel post-partita, l'allenatore granata abbia sintetizzato l'umore dello spogliatoio con una frase tanto laconica quanto incredibilmente veritiera: "L'unico aspetto negativo è il risultato". D'Aversa sa bene che, giocando con questa intensità e questa qualità, i punti arriveranno. C'è la fiera consapevolezza di avere ora finalmente tra le mani un gruppo più solido, che segue le direttive tattiche e che non ha paura di imporre la propria identità. Ora il campionato si ferma per lasciare spazio agli impegni internazionali delle Nazionali. Una pausa che arriva, forse, nel momento più opportuno per ricaricare le energie fisiche e mentali, smaltire la profonda delusione per un punto sfumato per un soffio e lavorare duramente al Filadelfia per correggere quei cali di tensione improvvisi. Al rientro in campo, ci sarà un nuovo esame da superare: l'insidiosa trasferta di Pisa in programma per il weekend di Pasqua. Un match assolutamente da non sottovalutare, dove il Toro dovrà dimostrare di aver imparato la dura lezione di Milano, trasformando i tanti complimenti ricevuti per la bella prestazione in tre punti concreti e pesanti per la classifica.
Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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