Non chiamiamola rivoluzione, perché nel calcio le rivoluzioni hanno bisogno di tempo e fondamenta solide. Chiamatela, però, boccata d'ossigeno purissimo. Dopo quattro turni di apnea e troppe ombre, il Toro torna a ruggire nel momento più delicato, superando per 2-0 una Lazio appannata e regalando ai propri tifosi segnali di vita che mancavano da troppo tempo. Il risultato del "Grande Torino" non è figlio del caso, ma della mano – decisa e razionale – del nuovo tecnico Roberto D'Aversa. Se è vero che la Lazio è apparsa distratta dai pensieri della semifinale di Coppa Italia, è altrettanto vero che questo Toro si è andato a prendere la vittoria con una cattiveria agonistica dimenticata.

la scossa granata
Toro, boccata d’ossigeno: il “marchio” di D’Aversa stende la Lazio
La metamorfosi: le tre mosse di D'Aversa
—In una settimana scarsa il nuovo tecnico ha ridisegnato l'anima tattica della squadra, puntando su tre cardini fondamentali. Aggressività feroce: si è visto finalmente un Toro sempre primo sulle seconde palle. Quella reattività che sembrava svanita è tornata a essere il motore della manovra, soffocando sul nascere ogni tentativo di ripartenza biancoceleste. Cambi di gioco: una novità assoluta rispetto alla gestione precedente. Laddove prima ci si intestardiva in corridoi centrali intasati, ora i granata hanno respirato allargando il campo con sventagliate precise, mandando fuori giri la difesa posizionale della Lazio. Vlasic trequartista: il ritorno del croato nel suo habitat naturale. Agendo tra le linee, Nikola ha ritrovato centralità nel gioco, agendo da collante e ripulendo ogni pallone per le punte.
La cronaca poi parla chiaro: è stata la notte delle due punte. Simeone ha sbloccato il match con una prestazione totale, fatta di sacrificio e cinismo, confermando di essere l'uomo giusto per ridare elettricità all'attacco. Il raddoppio è arrivato dalla testa di Duvan Zapata, ma il merito va diviso a metà con Obrador. Il giovane esterno ha mostrato di che pasta è fatto, arrivando sul fondo e pennellando un cross perfetto che il colombiano ha potuto spingere in rete. Certo, non è ancora il Toro dei sogni, e la crisi della Lazio (mille problemi e testa altrove) invita alla cautela. Tuttavia, vedere "cose nuove e attese da troppo tempo" è il miglior viatico per il finale di stagione. Si è vista la luce in fondo al tunnel, anche perché, raggiunti 30 punti, le tre terzultime (Fiorentina, Cremonese e Lecce) sono a 6 punti: ora spetta a D'Aversa trasformare questo spiraglio in qualche raggio di sole. Anche perché venerdì sera si va a Napoli.
Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un autore che per chi è avvezzo al mondo della comunicazione, specialmente se legata all’imprenditoria. Michelangelo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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