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Anonimato cronico

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La sconfitta ai quarti di finale di Coppa Italia certifica una stagione insipida e che dà pochi appigli per il futuro. L'editoriale di oggi di Andrea Calderoni, capo redattore di Toro News
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

AAA cercasi obiettivo. È una locandina che ormai è in stampa perennemente negli uffici del Torino. Appare una condizione permanente. E probabilmente "anonimato" è la parola che meglio rappresenta la ventennale gestione di Urbano Cairo. Picchi pochi, pochissimi (bisogna ancora oggi a distanza di 12 anni riferirsi alla notte del San Mames per trovarne uno). Crolli alcuni, pesanti ma estemporanei (i 7 a 0 con Atalanta e Milan, il 6 a 0 di Como). Per il resto elettrocardiogramma piatto. Scarse emozioni, scarsi risultati, obiettivi minimi.

Mai oltre i quarti di finale di Coppa Italia. A febbraio una salvezza ormai solo da concretizzare. Sempre a febbraio una zona europea impossibile da raggiungere. Appare facile elencare quello che sarà la stagione del Torino da qui alla fine. Sarà un ultimo terzo di annata nel quale si inizierà a pensare alla stagione successiva, come accade ormai puntualmente. Nelle ultime estati ci sono state le aggravanti, ovvero cambiare completamente progetto tecnico e rivoluzionare la rosa senza mai dare continuità. Sulla scelta dell'allenatore al momento appare difficile poter pensare di dare ancora fiducia nel 2026/2027 a Marco Baroni e quindi sembra in vista un nuovo ribaltamento. L'unico appiglio sarà avere Petrachi al lavoro già in questi mesi per allestire la squadra futura. Detto questo, la prestazione di Monza è stata meno peggio di altre ma il campo ha parlato e ha detto, ancora una volta, eliminazione. Tradotto: zero titoli, zero emozioni, zero obiettivi a febbraio. Davvero triste.