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TURIN, ITALY - JANUARY 18: Torino FC reacts after defeat for 0-2 against AS Roma during the Serie A match between Torino FC and AS Roma at Stadio Olimpico Grande Torino on January 18, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
Scomodiamo la grande letteratura internazionale per descrivere il Torino di questa stagione. Eh sì perché sono sempre più evidenti le analogie tra i granata e il capolavoro di Robert Louis Stevenson, ovvero "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde ". In casa la compagine di Marco Baroni è altra cosa rispetto alle partite in trasferta. E non può il presidente Urbano Cairo dire che sia un caso. Ci sono motivi più profondi, decisamente più profondi, di natura psicologica ma anche tattica. Il parere non nasce certo per quanto visto ieri contro una signora squadra come la Roma, già battuta due volte in stagione. Nasce analizzando più a lungo termine il percorso granata allo stadio "Olimpico-Grande Torino". 11 punti in 11 partite casalinghe in questo campionato, appena tre vittorie, le sconfitte sono di numero doppio (sei). Anche i gol subiti sono quasi il doppio di quelli segnati (11 a 20). Sono dati che fanno riflettere ed evidenziano che il Torino targato Baroni sa esprimersi al meglio quando gioca di rimessa. Effettivamente quando può farlo, soprattutto in trasferta, riesce a giocare meglio e a raccogliere di più. E dire che a inizio stagione Baroni si illudeva di poter impostare un Torino di palleggio con il materiale umano a disposizione, idea naufragata già a Milano contro l'Inter nella prima nefasta giornata di campionato.
Dunque, un Torino a due facce: più bello con le big del campionato piuttosto che con le piccole e più produttivo in trasferta che in casa. Il tutto si traduce con il limbo di classifica e una situazione di stagnazione. La salvezza non è ancora stata raggiunta (23 punti, più sette sulla zona rossa), l'Europa è distante e irraggiungibile (meno undici dal sesto posto, meno nove dal settimo). Tradotto: altra stagione al ribasso. Se non fosse che una vittoria in trasferta è valsa più delle altre in questa stagione, quella di Roma in Coppa Italia negli ottavi di finale. I granata hanno strappato il pass per i quarti. E a tutti gli effetti oggi è la Coppa Italia il principale obiettivo dei granata, senza se e senza ma. La tanto dimenticata Coppa Italia durante i due decenni di gestione Cairo rappresenta un appiglio concreto ma complicatissimo cui aggrapparsi. Rappresenta la flebile fiammella della speranza. La formula non favorisce chi è arrivato dietro in classifica nella scorsa stagione. Ci sarà l'Inter in trasferta ai quarti, poi eventuale semifinale con andata e ritorno e poi finale secca a Roma. Una partita in casa su potenziali quattro probabilmente tutte contro squadre più attrezzate. Ma se dovesse valere la legge di cui sopra... Mai dire mai e poi provarci è un obbligo in questa ennesima stagione di stagnazione.
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