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Il letame e gli auguri di morte sono utili?
Il Torino vince contro il Parma, che fin qui aveva sempre fatto bene in trasferta, e fa un bel passo in avanti verso la salvezza, un obiettivo che questa squadra – come già sottolineato in precedenza, anche nei momenti peggiori – può centrare senza grossi patimenti. La vittoria della squadra di D’Aversa è stata rotonda e meritata. A meritare delle riflessioni sono, però, anche le dichiarazioni del patron Urbano Cairo, che in tarda serata ha parlato della contestazione nei suoi confronti.
Il limite è stato oltrepassato e non si può non sottolinearlo, al di là delle ragioni delle critiche e delle contestazioni, che hanno assolutamente un loro senso e una loro dignità. Dopo vent’anni di poche soddisfazioni è legittimo chiedere a Urbano Cairo che si faccia da parte. Ma occorre almeno provare a ricondursi sui binari della ragione: chi arriva ad augurare la morte o a minacciare una persona sbaglia e va isolato.
Fatte queste considerazioni, che possono apparire scontate ma non lo sono, vogliamo spingerci oltre. Ci chiediamo, e chiediamo ai nostri lettori, se la contestazione, per le modalità con cui viene portata avanti al momento, sia davvero utile all’obiettivo di arrivare ad un cambio di proprietà. Iniziative come svuotare lo stadio o scaricare letame davanti al centro sportivo non rischiano di frenare potenziali nuovi acquirenti? Ci pare sensato innescare un dibattito su questo, sempre col dovuto rispetto verso contestazioni che – se civili – sono sempre lecite.
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