Esser riusciti in una stagione particolarmente sottotono e tribolata, senza sussulti, in cui l'unico vero obiettivo a inizio febbraio resta quello di agguantare una salvezza tranquilla, a far diventare un problema Guillermo Maripan è un'impresa che soltanto il Torino di questi anni poteva permettersi. Maripan è senza se e senza ma il difensore più forte, completo e arcigno del pacchetto arretrato granata nella stagione 2025/2026, eppure fin da Prato allo Stelvio si è capito che per lui la strada sarebbe stata in salita con la gestione Marco Baroni. Non bisogna infatti dimenticare che era partito dietro nelle gerarchie estive del tecnico. A quel tempo si lavorava sulla difesa a quattro e Maripan insieme a Ismajli formava la coppia B dietro a Coco e Masina. Ci sono volute le cinque sberle di Milano contro l'Inter e il passaggio alla difesa a tre per risvegliare la coscienza calcistica di Baroni che ha iniziato a inserire da titolare Maripan. E va detto che le prestazioni di Maripan nella fase autunnale non sono mancate, sebbene il Torino abbia molto spesso sottoperformato e i gol incassati siano stati un'enormità. Nonostante tutto, il feeling non è mai scattato tra l'attuale gestione tecnica e il difensore classe 1994 cileno. Lo si capisce e non servono le dichiarazioni di facciata dell'una e dell'altra parte per smorzare questa percezione.

L'Editoriale
Impresa Toro: far diventare un problema Maripan
Baroni ha provato più volte a fare a meno di Maripan e francamente queste decisioni restano in una gestione complessivamente insufficiente e pasticciata alcune tra le macchie più vistose. Non soltanto sono macchie vistose ma anche evitabili, invece Baroni ha voluto "osare" più volte quasi per dimostrare che il suo Torino può fare a meno di Maripan e ogni volta è rimbalzato. Ha avuto dell'incredibile ad esempio la panchina di Maripan contro la Roma in campionato, una panchina giustificata come scelta tecnica. E probabilmente ancor più assurda la panchina nel naufragio di Como perché errare è umano, perseverare è diabolico; quel giorno a Como Maripan è entrato a metà primo tempo per il problema occorso a Ismajli ma a quell'altezza cronologica il Torino era già sotto 2 a 0. A Firenze è vero che Maripan in fase difensiva non è stato impeccabile, anzi ha responsabilità evidenti sul gol di Kean, però alla fine per un gioco del destino ha raddrizzato la partita. Per concludere in un Torino davvero mediocre, uno dei più medriocri degli ultimi dieci anni, nel reparto difensivo essere riusciti a trasformare il difensore più forte in un problema è proprio l'emblema di una gestione tecnica molto carente e del resto i risultati sportivi stanno lì a testimoniarlo così come la mancata valorizzazione di praticamente ogni elemento della rosa granata (Ilkhan a parte).
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