Il sasso e la buca: due trucchi granata rimasti nella storia

Nel Segno del Toro / Torna l’appuntamento con la rubrica di Stefano Budicin, che ci racconta un’altra curiosità interessante sulla storia del Torino

di Stefano Budicin

Vi ricordate cosa combinò Riccardo Maspero in occasione del derby? Era il 2001, e si stava disputando la stracittadina in una fresca e soleggiata giornata di metà ottobre.

Mancava poco al termine della partita, e il punteggio si teneva sul 3 a 3. La tensione era tagliente. Anche per via della storica rimonta che i granata ebbero modo di ottenere nel secondo tempo:
“Al 60′ la Juventus era avanti di tre gol, dopo la doppietta di Del Piero e il gol di Tudor. Sembra tutto già scritto, ma sappiamo quanto i derby possano esser imprevedibili. Prima Lucarelli e poi Ferrante accorciano le distanze. All’83’ addirittura io pareggio. È un tripudio granata per aver agguantato una gara, per giunta un derby, quando non ci si sperava più”.

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All’87’ l’arbitro concesse però un calcio di rigore per la Juventus. Lo sconcerto dei tifosi torinisti era soverchiante. Se i bianconeri avessero segnato, sarebbe stato pressoché impossibile riuscire a recuperarli in meno di tre minuti dal triplice fischio dell’arbitro. E pazienza se i Derby sono imprevedibili e tutto può succedere. Certe magie sono possibili solo tramite voli pindarici di fantasia.

In quel preciso momento, qualche istante prima che si disponessero i giocatori per il calcio di rigore, Maspero ebbe un’idea:
“Del Piero era già uscito, lo calcia il cileno Salas. Nel marasma pre rigore, mi avvicino al dischetto e con un paio di colpetti con la punta dello scarpino realizzo una piccola, ma decisiva, buca nei pressi della palla Questo fa si che il pallone possa essere calciato più da sotto e che sia più probabile che la palla schizzi in alto” .

Così fu, Salas calciò e il pallone volò in alto e raggiunse gli astri. Per i bianconeri fu disarmante. I granata, invece, esultarono entusiasti.

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Per quanto da quel giorno la “buca” di Maspero riuscì a ritagliarsi un posto imperituro nella memoria dei tifosi, non è la prima volta che in terra granata venne compiuto un simile trucchetto. Non tutti sanno, infatti, che la tecnica del “sassolino” trova in Ossola un illustre predecessore. Era il 26 ottobre 1941, e i granata stavano affrontando il Liguria al Filadelfia. Grazie a due reti di Ossola, il Torino era in vantaggio 2-1 sui liguri. Non si fece in tempo a festeggiare che l’arbitro Bernardi concesse un calcio di rigore alla squadra avversaria. La ragione? Un dubbio fallo di mano in area difensiva.

Ossola, inorgoglito dalle due reti, considerò il rigore come un affronto alle sue titaniche prodezze. Così, mentre in campo ancora si discuteva della liceità o meno della concessione arbitrale, raccolse una pietra trovata a bordo campo, e la piazzò sotto un ciuffo d’erba posto sopra il dischetto da cui sarebbe stato battuto il calcio. Tabor, incaricato di tirare, non si accorse dell’intruso, e il suo tiro fu orrendo. La partita si concluse con 3-2 per il Torino.

Il sasso e la buca sono trucchi che permisero al Torino di vincere in due occasioni diverse. E fa sorridere ancora oggi ripensare alle circostanze che ispirarono i loro ideatori a utilizzarli per cavarsi d’impiccio da decisioni arbitrali ambigue e stravaganti.


Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

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