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PARMA, ITALY - SEPTEMBER 30: Robeto D'Aversa of Parma Calcio looks on before the Serie A match between Parma Calcio and Empoli at Stadio Ennio Tardini on September 30, 2018 in Parma, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Nelle prossime cinque giornate di campionato, il Torino dovrà giocare ben quattro scontri diretti e il primo di questi sarà venerdì 13 in casa contro il Parma. La formazione ducale nel recente passato ha spesso fatto male ai granata che ora vogliono cercare di fare risultato per mettersi in tasca altri punti fondamentali in chiave salvezza. Per scoprire i punti di forza e quelli di debolezza della squadra di Carlos Cuesta, abbiamo posto alcune domande a chi la conosce molto bene. Si tratta di Sandro Piovani, giornalista sempre al seguito dei crociati per conto della Gazzetta di Parma, che noi ringraziamo per essersi concesso ai nostri microfoni e per averci presentato la sfida di venerdì sera dal punto di vista dei prossimi avversari del Toro.
Buongiorno Sandro, come arriva il Parma a questa partita contro il Torino? In che condizioni di umore e infortuni?"Il Parma ha la consapevolezza di aver raggiunto quasi matematicamente la salvezza, manca poco, per questo c'è infatti un po' di euforia. Inoltre, il Parma è l'unica squadra di Serie A che non ha perso nelle ultime cinque giornate e si capisce che c'è un po' di ottimismo e serenità. Tuttavia, ci sono dei problemi con gli infortuni, in primis Bernabé e Britschgi che faticano a riprendersi ma anche lo stesso Suzuki che potrebbe tornare: è già due volte che va in panchina ma al momento viene preferito ancora Corvi. C'è un po' di rammarico per quello che poteva essere dal punto di vista del gioco, anche per via di altri infortuni".
Che tipo di allenatore è Carlos Cuesta in questo primo anno di Serie A?"Penso che sia un allenatore che studia bene il calcio e che prepari le partite con gli ingredienti migliori che ha a sua disposizione. Chiaramente, per salvare il Parma il vecchio motto italico del 'prima non prenderle' sembra prioritario. Lui è spagnolo ma ha studiato calcio alla Juventus per un anno e poi è andato all'Arsenal dove ha scalato le gerarchie fino a diventare il secondo di Arteta in soli 4-5 anni. Questo lo ha portato a diventare allenatore della prima squadra del Parma a 29 anni, credo sia un predestinato della panchina per questa padronanza che ha del calcio. Unisce bene la squadra all'obiettivo. Se il Parma dovesse superare rapidamente quota 40, sarà interessante vedere nelle ultime partite come cambierà eventualmente il suo gioco".
A proposito di allenatori, quanto è stato importante D'Aversa, oggi sulla panchina granata, per la risalita e la storia recente del Parma e che cosa rappresenta?"Dopo Scala e Malesani direi che è l'allenatore che ha fatto la storia del Parma. Non è poco passare dalla Serie C alla Serie A con due promozioni dirette e soprattutto ottenere anche una salvezza in massima seria con una squadra che non era proprio accreditata. D'Aversa è stato uno che ha segnato il cammino della rinascita del Parma che era reduce dal fallimento. C'è anche una componente di affetto oltre che sportiva. Lui poi è tornato quando le cose andavano male, c'è un legame forte anche se lui potrebbe sembrare un po' burbero o chiuso".
Quali sono i punti deboli del Parma che il Torino dovrebbe provare a sfruttare?"Il Parma soffre un po' la velocità con la palla a terra, non so se il Torino può fare questo tipo di gioco. In difesa però è una squadra molto chiusa. Dovrà attaccare razionalmente senza impeto, fretta o ansia. Può essere questa la chiave per scardinare una difesa che ha una calma quasi glaciale in ogni situazione, anche quelle che sembrano le più pericolose".
D'altro canto cosa dovrebbero temere i granata? Quali sono i punti di forza del Parma?"Dovrà sicuramente stare attento a Pellegrino, è un giocatore di categoria superiore e non di una squadra che deve salvarsi come il Parma. Presumo che in estate sarà al centro del mercato, non solo italiano ma anche estero. La Premier League mi sembra dipinta perfettamente per le sue caratteristiche. Il Torino dovrà stare attento anche a non esporsi a contropiedi quando attacca".
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