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Incuria al Filadelfia, Beccaria: “Vi dico di chi è la responsabilità”
La questione strutture, in casa Toro, è più viva che mai. Con i dialoghi aperti tra Cairo e il sindaco di Torino Lo Russo per la questione stadio Olimpico Grande Torino, in questi giorni ci si rivolge soprattutto ad un'altra questione: quella legata al Filadelfia, con particolare attenzione all'ipotesi, auspicata dai tifosi, di uno spostamento in questo luogo del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico, il patron granata aveva lasciato poco spazio alla fantasia a riguardo: "C’è una fondazione che partecipa e abbiamo dato un contributo, facendo anche mille altre migliorie per il Fila. La Fondazione ha risorse in cassa, può procedere e fare almeno parte di quello che manca: non so perché non lo facciano. È la Fondazione che deve completare con museo e quant’altro. Al Filadelfia nulla impedisce di fare il museo: la Fondazione ha soldi e può farlo". Ad aggiungersi, alcune immagini sulle condizioni del Filadelfia (le trovate in fondo all'articolo).
Una prima risposta, alla quale certamente ne seguiranno altre nei prossimi giorni, è arrivata da Domenico Beccaria. Abbiamo interrogato il consigliere nel CdA della Fondazione Stadio Filadelfia per avere un parere a riguardo e la sua risposta è stata tecnica e chiara per comprendere la situazione: "Cairo dimentica che, esattamente come avvenuto per il primo lotto, siamo obbligati ad avere il valore dell'opera che mettiamo al bando già in cassa. Per capirci, quando abbiamo fatto il primo lotto l'ipotesi di spese era 8 milioni di euro, noi dovevamo avere in cassa 8 milioni per poter fare il bando. Noi in questo momento in cassa abbiamo 1,4 milioni, ne mancano 4,6". Beccaria ha proseguito anche sottolineando il ruolo del patron granata nella questione: "Vista la sua proverbiale generosità, Cairo potrebbe metterli di tasca sua, se ha fretta di procedere con lo spostamento del Museo al Filadelfia. Diversamente, potrebbe darci una mano a sentire i vari enti per trovare questa provvista economica. Fintanto che non ci sono 6 milioni in cassa, noi non possiamo fare niente. Tra l'altro in questi giorni dovremmo perfezionare la convenzione con la Città di Torino per il terzo lotto, quello museale. Senza il perfezionamento non abbiamo il permesso a costruire".
In queste ultime ore, però, a scaldare ulteriormente il tema sono circolate alcune immagini non positive riguardo alle condizioni dello stadio Filadelfia. Sporcizia sulle gradinate, muffa dai pavimenti, ruggine sulle travi e macchinari abbandonati in giro per lo stabilimento. Una situazione che per i tifosi è inaccettabile. "Le immagini - ha spiegato Domenico Beccaria a Toro News - riguardano due situazioni diverse: una situazione è quella degli ammaloramenti, la ruggine che affligge alcune parti dello stadio. Questo è dovuto probabilmente, e sottolineiamo "probabilmente", a un problema di verniciatura, perché non sono uniformi in tutto lo stadio questi segni. Quindi, se sono dovute a un problema di verniciatura, ricadono sulla manutenzione straordinaria, che è in capo alla Fondazione. Le altre situazioni (sporcizia, macchinari lasciati in giro, muffa che traspare dai pavimenti, etc.) dovrebbe vederle chi si occupa della manutenzione ordinaria, e quindi il Torino FC". Non è mancato, anche in questo caso, un parere da parte del consigliere della Fondazione, che, anche sconsolato, ammette il dispiacere per una situazione che ai tifosi non può proprio andare giù: "Diciamo che con ogni probabilità noi tifosi abbiamo a cuore il Filadelfia, per noi è un tempio e percependolo come un luogo sacro anche la minima cosa stride ai nostri occhi. Per il Torino FC non è niente di sacro, è un posto dove andare ad allenarsi, non gliene frega dei valori morali e lo trattano per quello che è per loro: un campo di allenamento. Rispetto per il decoro e la sacralità, meno di zero".
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