Il Torino cade rovinosamente nella trasferta di Como contro la truppa di Cesc Fabregas. I granata escono dal Sinigaglia con le ossa rotte e con un 6-0 sul groppone. Una gara in cui la squadra di Baroni non ha mai dato la sensazione di poter fare sua, dato che già alla fine del primo tempo i comaschi comandavano agevolmente per 2-0. Il post gara è stato condizionato dalla forte protesta dei tifosi granata e anche dalle parole di Baroni, che ha confermato la fiducia di Cairo e Petrachi. Così come è stato comunque indicativa l'attesa dei 60 tifosi granata al Filadelfia, dove si è tenuto poi un confronto pacifico con il tecnico e con il direttore sportivo Petrachi. Al momento si va avanti con Baroni e la squadra andrà in ritiro da martedì. Dietro alla conferma ci sono comunque delle spiegazioni: c'è da dire però che la scelta si "scontra" con il risultato pesante, anche perché in questa stagione non è la prima volta che il Torino subisca una goleada.

IL TEMA
Il Torino collassa a Como, ma Cairo conferma Baroni: i possibili motivi
Scelta tecnica e sfortuna negli infortuni: i motivi per il mancato cambio
—Uno dei principali motivi per cui Baroni non è saltato nelle ore successive alla disfatta di Como è proprio per volontà del presidente Cairo. Riavvolgiamo il nastro: dopo Torino-Roma 0-2 dell'ultima giornata di Serie A 24/25 il numero uno granata aveva di fatto sollevato Vanoli nell'immediato post gara. Una scelta forte, che si è poi ufficializzata nei giorni successivi. Da lì è partito il toto allenatore, che ha visto in Baroni il primo nome. Un profilo voluto e richiesto da Cairo stesso. Una scelta che porta la sua firma. Un esonero avrebbe significato un deciso passo indietro da parte del patron stesso, soprattutto dopo aver optato per la separazione con Vanoli. Una scelta, quella della conferma, dettata dal bisogno di difendere una propria decisione.
Altro aspetto riconosciuto tra le attenuanti è il capitolo degli infortuni. Non è stato un periodo particolarmente felice per quanto riguarda le indisponibilità in casa granata. Esclusi i lungodegenti Perr Schuurs e Savva, col tempo si sono aggiunti anche Gvidas Gineitis, Abouklhal e Simeone. Altri invece erano fuori per motivi di mercato. La lista degli infortunati però è comunque cospicua, anche se questo dettaglio dovrebbe comunque portare a fare qualche ragionamento sulla preparazione fisica effettuata. Ora, gli ultimi due hanno trovato poco spazio e non hanno mai dato la sensazione di essere importanti. Cosa totalmente diversa dai primi tre, che sono pedine importanti per Baroni. Specialmente Simeone per quanto riguarda l'attacco. Tante assenze pesanti, che attenuano la situazione.
Assenza di sostituti
—Altro motivo per cui non c'è stato un cambio tecnico alla guida della squadra è da ricercare nella carenza di alternative. Quando si opta per un esonero è sempre necessario trovare una figura che sia disposta ad accettare un contratto fino a giugno. Il famoso traghettatore: tuttavia si tratta di una questione sempre complicata da sciogliere, dato che non è facile trovare chi sia disposto ad accettare una soluzione temporanea.
Il vero nodo resta il mancato esonero dopo una goleada
—C'è comunque da stupirsi di fronte al mancato esonero di Marco Baroni dopo la sconfitta col Como. Solitamente, dopo un risultato così pesante, è lecito e doveroso aspettarsi che la panchina possa saltare. Anche perché, calendario alla mano, non è la prima volta che succede in questa stagione in casa Torino. L'Inter alla prima giornata di campionato, poi il Como e ancora i lombardi ieri. Invece la scelta è stata quella di proseguire con Baroni, nonostante questo sia il terzo passivo pesante della stagione del Torino, oltre all'ennesimo sotto l'era Cairo. Una scelta dettata anche dalla volontà di difendere quella che è stata una decisione presa di pugno dal presidente all'inizio di questa estate.
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