L'analisi / Il futuro tecnico granata non si è mai fossilizzato su un sistema di gioco, imparando dalle proprie sconfitte

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Moreno Longo racconta: "La Pro Vercelli, il Toro, Belotti e..."

DIFESA A 3

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Quando nel 2016 si siede sulla panchina della Pro Vercelli, inizia la sua prima trasformazione. Longo abbandonò la linea difensiva a 4 e sposò quella a 3. L'evoluzione non fu immediata, ma studiata e ragionata nel tempo. Dopo le prime 7 partite le Bianche casacche avevano incontrato molte difficoltà, avendo ottenuto una sola vittoria, tre sconfitte e altrettanti pareggi. Il cambiamento portò subito risultati importanti, con due vittorie nelle prime due vittorie. Era un 3-5-2 classico, che mirava principalmente a dare solidità in fase difensiva e trovare compattezza tra i reparti. Missione compiuta. La Pro Vercelli si salvò con una giornata d'anticipo. Un risultato che convinse il Frosinone a puntare su di lui per ritrovare la Serie A. In Ciociaria utilizzò ben tre diverse interpretazioni della difesa a 3. La superiorità dei gialloblù rispetto alle altre squadre della categoria lo portò a usare anche un sistema di gioco più offensivo, quindi a seconda delle partite variava il 3-4-3 con il 3-4-1-2. A cambiare era solamente il ruolo di Ciano, usato come trequartista quando serviva maggior copertura sulla regista avversario o come ala offensiva.

Moreno Longo

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