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Milano bestia nera: San Siro e il Milan, due brutti ricordi

Davide Bonsignore Redattore 
L'ironia del calendario porta D'Aversa a misurarsi laddove la squadra ha mostrato maggiormente le lacune mentali

Ogni partita è una prova del nove. In questo caso, forse, non lo è per quanto sia fondamentale la sfida o perché si tratta di uno scontro diretto (entrambe le condizioni erano vere per la gara contro il Parma), ma a volte il passato torna a bussare. Il Torino torna a giocare in uno stadio che in questa stagione ha lasciato brutti ricordi e contro una squadra che, all'andata, aveva fatto emergere tutti i limiti di un gruppo che difficilmente si è mostrato capace di restare in partita per tutti i 90'. A San Siro va in scena Milan-Torino e la formazione di D'Aversa - e D'Aversa stesso - dovrà dimostrare di aver lavorato su questo aspetto e di averlo migliorato.

Dalla prima alla quattordicesima: doppia nota dolente

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25 agosto 2025, i granata di Marco Baroni iniziano il proprio percorso in questa Serie A 2025/2026 nel peggiore dei modi. A San Siro il Toro non scende proprio in campo e dona verità alle preoccupazioni che erano emerse alla prima stagionale, in Coppa Italia, contro il Modena: questa squadra non ha né capo né coda e non sa trovare forze, tattiche e mentali. I granata escono sconfitti con un pesantissimo 5-0 subito dai nerazzurri di Chivu: doccia gelata. Facciamo un salto in avanti fino all'Immacolata. 8 dicembre, i granata in casa contro il Milan iniziano a fare l'albero con gli addobbi di Vlasic e Zapata. Gioia natalizia prima che arrivi il gatto: l'albero del Torino cade, la concentrazione si perde completamente e, insieme al gol di Rabiot, la doppietta di Pulisic nella ripresa regala ai granata la seconda doccia fredda contro una milanese.

Prova del nove per D'Aversa: concentrazione migliorata?

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Il ritorno contro l'Inter deve ancora giocarsi, e sarà nostro compito entrare nel merito a tempo debito. Ora c'è Milan-Torino e lo spettro del passato incombe su D'Aversa. Il tecnico granata ha sempre puntato molto sull'aspetto mentale: le parole più dette in conferenza stampa dall'ex Empoli sono forse "determinazione" e "concentrazione". Per questo si tratta di una vera e propria prova del nove: il Toro deve dimostrare di saper reggere 90', di saper rimanere in partita per 90'. Qualcosa che alla prima e alla quattordicesima di campionato non solo non si è vista, ma anzi, è stata proprio la nota dolente e l'aspetto che ha impedito ai granata di portare a casa un risultato accettabile. Se a +9 dalla salvezza e in casa della seconda in classifica le motivazioni posso essere poche, respingere lo spettro del passato sembra sufficiente per dare il massimo sul terreno di San Siro.