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Torino-Atalanta 2-0, Izzo: “Io sottovalutato. Voglio un Toro stile Atletico”

Le voci / Il difensore in zona mista: "Dobbiamo avere la stessa fame anche nelle prossime partite"

Gianluca Sartori

Dopo Torino-Atalanta ha parlato Armando Izzo, grande protagonista del match. Il difensore ha portato in vantaggio i granata, e commenta così quanto accaduto in campo: "Sono troppo contento, sapevamo che questa partita era troppo importante. Ringrazio gli attaccanti, sono i primi a dare una mano a noi difensori. Ora dobbiamo continuare così. Il mio gol? Sono contento: io penso a difendere, se arrivano i gol è un di più. Sono felice per i miei compagni, ma ora non dobbiamo accontentarci".

Izzo sembra nato per questa maglia: "Il mio modo di essere è onorare la maglia e fare felice i tifosi. Io so che loro vogliono questo, che i giocatori "sudino la maglia". E dunque è il mio dovere. Che ci sia questo feeling è bello per me e per loro". Il gol ha una dedica speciale: "A mio padre, è sempre con me".

Ora ci sono partite alla portata: "Non dobbiamo sottovalutare niente, il Chievo è una buona squadra che non merita quella classifica. Sarà una partita ancora più importante di quella di oggi. Dovremo avere la stessa fame e la stessa cattiveria".

Da un punto di vista personale è la migliore stagione? "Ho passato, due anni fa, un anno da incubo veramente. Ora sto facendo bene ritrovando anche i gol, ma non mi dimentico che a Genova ho fatto anni bellissimi. Non sono presuntuoso ma mi sento sottovalutato. Ora sono sotto tutti gli occhi, ma io voglio continuare così, sempre con la stessa fame".

Cosa è cambiato nelle ultime cinque partite? "E' cambiata la mentalità, ci siamo parlati, ci ha parlato il direttore negli spogliatoi dicendo che era un peccato che una squadra del nostro potenziale buttasse via il campionato. Quindi ci siamo ricompattati. Ora dobbiamo solo continuare così. Penso che avete visto l'Atletico Madrid l'altra sera, sono una squadra di campioni, difendono tutti, attaccano tutti... Dobbiamo essere così, continuare ed avere fame. Se vogliamo fare qualcosa di grande dobbiamo avere fame. L'Europa? Ci crediamo, ma ora abbiamo il Chievo. Bisogna batterli. E lo faremo solo se avremo cattiveria". 

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