Torino-Lecce è la sfida tra il rombo di Giampaolo e quello di Corini

Focus / Per avere un vantaggio entrambe le squadre avranno bisogno dell’apporto dei propri terzini

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Domani all’Olimpico Grande Torino i granata di Marco Giampaolo sfideranno il Lecce di Eugenio Corini. I salentini, appena retrocessi dalla Serie A (l’anno scorso furono la bestia nera del Toro), hanno salutato Fabio Liverani in estate ed accolto il “genio” Corini. L’ex regista – che vestì in carriera anche la maglia granata – non ha cambiato più di tanto l’ossatura della squadra e nemmeno la filosofia di gioco.

ALLO SPECCHIO – Nelle prime giornate il Lecce aveva iniziato con il 4-3-3, ma Corini nelle ultime due partite ha virato sul 4-3-1-2, modulo che i salentini conoscono meglio. Nell’ultima giornata contro il Cosenza (terminata sull’1-1) si sono visti i primi effetti positivi del cambio modulo. I giallorossi hanno dominato in lungo e in largo la gara, giocando bene palla a terra, ma non sono stati in grado di capitalizzare. Quella di domani, quindi, sarà una partita tra due squadre che utilizzano lo stesso modulo e che partono da principi simili: ricerca della manovra palla a terra e giocate in velocità tra trequartista e punte, oltre agli inserimenti delle mezzali. Chi sarà in grado di prendere in controllo del centrocampo avrà la meglio.

BOLOGNA, ITALY – FEBRUARY 01: Eugenio Corini head coach of Brescia Calcio looks on prior the beginning of the Serie A match between Bologna FC and Brescia Calcio at Stadio Renato Dall’Ara on February 01, 2020 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

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SULLE FASCE – Saranno anche i terzini a fare la differenza. In un sistema di gioco come il 4-3-1-2 il supporto degli esterni difensivi è fondamentale per creare la superiorità in attacco. Il Lecce tra l’altro potrà contare – sempre che Corini li schieri dal primo minuto – su Calderoni e Adjapong, ovvero due terzini che hanno gamba e buon piede. Entrambi hanno già mostrato in Serie A di saper far male alle retroguardie avversarie. Dall’altra parte ci sono dubbi su chi potrebbe schierare Giampaolo. Tra tutti, il giocatore che per caratteristiche sembra il più adatto per pungere e prendere il controllo della fascia è proprio Singo, che ha un passo decisamente superiore agli altri. I ragionamenti del tecnico granata comunque potrebbero essere di diverso tipo. Ma gli uno contro uno sugli esterni giocheranno un ruolo chiave nell’economia del match.

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