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Toro, Paleari e Marianucci: “Prima volta all’Olimpico indimenticabile”

Matteo Curreri
Matteo Curreri Redattore 
Dal “Bus Talk” granata i retroscena prima della gara: dalle emozioni di San Siro e dell’Olimpico alle routine tra musica e scaramanzia

“L’arrivo in pullman più emozionante è stato la prima volta che ho giocato a San Siro. È sempre stato uno stadio storico, dove hanno giocato i più grandi campioni. Arrivare lì, con quell’atmosfera, e poi poter calpestare quel campo è stata un’emozione che mi ricorderò per tutta la vita”. Così Luca Marianucci racconta il suo primo tragitto verso l’impianto che sabato alle 18 ospiterà il suo Torino per affrontare il Milan di Max Allegri.

Il difensore toscano è stato infatti uno dei due protagonisti, insieme ad Alberto Paleari, dell'episodio del nuovo format apparso sul canale YouTube del Torino, “GTT Bus Talk”, in cui i due giocatori hanno raccontato le sensazioni legate agli istanti precedenti al calcio d’inizio: tra rituali, scaramanzie, musica e gerarchie insindacabili per quanto riguarda i posti in pullman.

Marianucci: "Cerco di dare sempre consigli"

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Per Marianucci, finora l’impatto con la nuova guida tecnica si riassume nei minuti di recupero della sfida con il Parma. Nonostante Roberto D’Aversa lo abbia già allenato la scorsa stagione a Empoli, al contrario dell’imprescindibile Ismajli, il centrale di proprietà del Napoli è indietro nelle gerarchie. L’ultima gara da titolare risale al 15 febbraio contro il Bologna. Ma, andando a ritroso, la prima nell'undici di partenza in campionato in questa stagione è sempre legata alla Scala del Calcio, lo scorso 28 settembre, quando un Antonio Conte in grande difficoltà di formazione gli concesse questa opportunità dal primo minuto. Un esperimento che non si è più ripetuto fino, appunto, al 1° febbraio scorso, in quel Torino-Lecce che ha segnato il suo esordio in granata.

Marianucci spera di rivivere quelle sensazioni, accompagnato da qualche flebile scaramanzia: “Ho sempre con me un cornetto come portachiavi che mi strofino ogni tanto”, e dalla carica della musica, soprattutto rap italiano, con Geolier e Kid Yugi su tutti: “Tutte canzoni che mi danno una spinta in più”. L’attenzione diventa massima una volta entrati nello spogliatoio, anche attraverso il confronto con i compagni: “Cerco sempre di dare consigli o riceverne”.

Paleari: "I posti in pullman sono sacri"

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Alla ricerca della massima concentrazione in vista della partita è anche Alberto Paleari: “Ascolto un po’ di musica, poi il nostro preparatore dei portieri ci manda delle clip sugli avversari per cercare di capire cosa hanno preparato”. Non può mancare una chiamata alla famiglia, ma è l’unione del gruppo a fare la differenza: “Il giorno pre-gara, dopo cena, solitamente ci troviamo nella sala dei fisioterapisti per guardare la partita serale”. Anche se, ammette, “chi ha figli come me va a letto presto: cerco di recuperare al massimo le energie”.

Paleari, tra i giocatori più esperti della rosa, racconta anche come funziona l’assegnazione dei posti sul pullman, vero e proprio terreno di “battaglia”: “I nostri posti sono sacri. Si conquistano durante il ritiro estivo. Su questo pullman ci sono quattro posti più comodi e noi della vecchia guardia, i più anziani, abbiamo un po’ la prelazione”. Anche per lui c’è un tragitto indimenticabile: “Ricordo benissimo la prima volta che siamo arrivati in pullman all’Olimpico. È stata un’emozione grandissima – racconta –. Ho impresso tutto il percorso dall’hotel al campo: è stato un grande salto, entrare in un club così glorioso. Entrare e vedere il pubblico è una sensazione che porto ancora addosso”.