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- Redazione TORO NEWS
"I derby non si giocano, si vincono" è un noto aforisma legato ai confronti che si ripetono periodicamente contro le squadre rivali a livello geografico, sportivo e anche ideologico. Ma quanto accaduto nel campionato Juniores tra FC Torinese 1984 e Academy FC Torinese 1894 ribalta completamente tale assunto. I derby, se serve, si possono anche perdere volontariamente.
Un patto tra le due società in vista del match dello scorso 26 marzo è poi sfociato, il 13 novembre, in ammende, inibizioni e penalizzazioni. Ma cosa è accaduto? Il presidente della FC Torinese, Sante Squillace, aveva incontrato due dirigenti dell’Academy dicendo: "Dobbiamo avere i tre punti". E il giorno della partita si era presentato negli spogliatoi dell’Academy invitando i giocatori a perdere: “La Torinese, l’altra Torinese, stasera deve vincere serenamente. Ne potete fare sette-otto, li potete ammazzare di calci, di pugni, potete far sparire la palla, prenderli per il culo, fate che cazzo volete, a me non me ne frega niente. Al 90’ i tre punti devono essere dall’altra parte”.
Alla fine quel derby non si era nemmeno giocato, proprio per favorire la vittoria della FC Torinese: i presidenti si erano accordati per il ritiro dell’Academy, giustificando la decisione con motivi di sicurezza. In realtà era un modo per aggirare il dissenso dei giocatori dell’Academy, che di perdere non avevano alcuna intenzione. A Squillace sono stati inflitti cinque anni di inibizione; tre a Gabriele Gianluca Rosani, dirigente tesserato, e quattro anni e otto mesi a Irene Crucitti, moglie di Squillace e presidente dell’Academy. Sei punti di penalizzazione alla Torinese con un’ammenda di 8 mila euro; quattro punti invece all’Academy e 3 mila euro di multa.
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