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Calciomercato Torino, le necessità reparto per reparto
"Non credo sarà un mercato di rivoluzione, dovrà essere di riparazione". Queste le linee guida designate dal ds ritrovato Gianluca Petrachi nella sua presentazione. Il calciomercato del Torino può e deve partire, ma da che parte? La rosa del Torino è costruita con tanti singoli che finora, però, hanno fatto fatica ad amalgamarsi in un'unica direzione - e questo è verosimilmente il motivo principale dell'addio anticipato di Vagnati -. Il tecnico Marco Baroni ha dovuto sperimentare varie soluzioni prima di trovare un favorevole 3-5-2, e adesso, come confermato proprio da Petrachi sin dal giorno 1.0, anche il calciomercato dovrà andare in quella direzione. Alcune situazioni in entrata sembrano già chiare, mentre altre dipenderanno anche dalle uscite. Scopriamo quali possono essere le necessità e i movimenti del Torino reparto per reparto.
Alberto Paleari è l'idolo dei tifosi. La porta del Torino ha avuto un trascorso particolare in questa stagione: l'addio di Vanja Milinkovic-Savic ha portato la dirigenza granata a rivolgersi al mercato. L'arrivo di Franco Israel ha ristabilito le gerarchie, con Paleari - come nella stagione precedente - decretato come secondo portiere. Poi l'infortunio: l'uruguayano è stato assente per alcune gare, con la necessità di Baroni di schierare proprio il numero 1 titolare. Le ottime prestazioni dell'ex Cittadella hanno stravolto le gerarchie: Paleari ha dimostrato di potersi meritare la titolarità e adesso Israel deve rincorrere. Per questo motivo, il mercato granata dipende soltanto da eventuali situazioni in uscita del portiere uruguayano: ad oggi i granata non hanno bisogno di guardare sul mercato, ma se dovesse partire Israel...
Ormai non è più un'ipotesi, ma una certezza: Petrachi deve iniziare a lavorare proprio dalla difesa. L'arrivo di Ismajli a parametro zero - questa una buona operazione dell'ex ds Vagnati - ha aiutato il reparto, ma parliamo comunque di una difesa costruita per giocare con due centrali e due terzini. Il passaggio al 3-5-2 ha aiutato il Torino a trovare risultati, ma ha inevitabilmente messo in difficoltà numerica la difesa. Il Toro vive con quattro giocatori di ruolo (Maripan, Coco e Ismajli oltre al reintegrato Sazonov) e due adattati (Tameze e Masina), con Dembélé a fare da sfondo, anche per le sue prestazioni negative. Un difensore in entrata dal calciomercato è la necessità, ma se ne dovessero arrivare due Baroni probabilmente non disdegnerebbe. In ogni caso, è facile aspettarsi che gli acquisti del Torino per questo calciomercato possano partire proprio da qui.
Il capitolo sui quinti di centrocampo vede alcune certezze e altre incognite. Sulla destra Marcus Pedersen è diventato punto fermo di Baroni: nonostante alcune difficoltà tecniche, il norvegese non ha mai fatto mancare corsa e impegno, migliorando anche la qualità dei cross. Dall'altra parte, invece, Biraghi ha avuto un rapido declino, forse anche dovuto all'età, mentre Nkounkou ha giocato poche partite e non ha ancora avuto modo di trovare una propria stabilità nel campionato italiano. Così Valentino Lazaro è diventato il titolare su quella fascia, evidenziando - ancora una volta - quanto sia diverso giocare da un lato o dall'altro. Per Baroni potrebbe essere fondamentale avere una nuova pedina, sia a sinistra (in questo modo Lazaro potrebbe tornare sulla destra, anche come seconda scelta) sia a destra (in tal caso l'austriaco potrebbe restare su quel lato, ma la formazione granata potrebbe vantare di una valida - forse - alternativa a Pedersen).
La situazione in mezzo ai 5, invece, è abbastanza chiara. Tutto l'opposto della difesa: a livello numerico, il centrocampo del Torino è decisamente a posto. Si presti attenzione: non si sta dicendo che a livello qualitativo sia un reparto perfetto, ma almeno a livello di interpreti e ricambi Baroni può stare sereno. Asllani è il regista titolare, dietro ci sono Ilkhan - che nell'ultima giornata ha ritrovato minuti nella ripresa - e Ilic, in grado di impegnare varie posizioni nel reparto. Poi ci sono Casadei e Anjorin, con Gineitis che sta scalando posizioni conquistando la titolarità. Il punto fermo è Vlasic: la partenza da mezzala ha fatto trovare al croato una condizione straordinaria. Il Toro deve basarsi sulle prestazioni del proprio numero 10. Così, almeno a livello numerico, il calciomercato del Torino a centrocampo potrebbe essere statico. Tanto dipende dalle uscite: alcuni giocatori non stanno convincendo completamente. Questo potrebbe spingere sia i giocatori stessi che Gianluca Petrachi a trovare alternative: in caso di uscite, allora i granata potrebbero guardare al calciomercato per eventuali entrate.
Per il reparto offensivo si può fare un discorso simile, con la differenza che alcuni giocatori non solo non stanno convincendo, ma anzi, stanno proprio deludendo. Tra le prime punte il Toro può vantare due grandi punti di riferimento: Adams e Simeone stanno inanellando prestazioni molto valide, conquistando sia Baroni che i tifosi granata. Duvan Zapata è sentimentalmente difficile da giudicare, ma in effetti dal suo rientro non è ancora mai riuscito a tornare sui livelli ai quali ha abituato il popolo granata: proprio su di lui le sirene turche del Besiktas potrebbero cambiare le sorti del mercato in questo reparto. Ma al momento non ci sono segnali in tal senso. Petrachi potrebbe guardarsi intorno per cercare una nuova prima punta. Anche perché gli altri interpreti schierati e schierabili da Baroni sono esterni adattati: Aboukhlal e Ngonge sono stati cercati più per il 4-2-3-1 che per questo modulo, così Baroni ha provato ad utilizzarli come seconde punte. Salvo pochissime eccezioni, né il belga né il marocchino hanno fornito prestazioni convincenti. Il numero 7 è stato acquistato a titolo definitivo: per lui potrebbero essere funzionali alcune trattative legate a prestiti con diritto di riscatto. Per il reparto offensivo è tutto in divenire, ma come per il centrocampo tanto - forse tutto - dipende dal lavoro in uscita.
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