L’acquisto di Tchoca dal Corinthians non può da solo colmare le falle di una difesa che fin qui ha mostrato evidenti difficoltà. 40 gol in 22 partite, 1,8 a incontro: dati che spiegano il rendimento deficitario dei granata, avanti soltanto di sei lunghezze sulla zona retrocessione e con uno o due scontri diretti all’orizzonte. Un nome che in questi ultimi giorni di mercato viene associato al Torino è quello di Luca Ranieri. Il classe 1999 è un difensore che i granata, per caratteristiche – eccezion fatta per Masina, la cui permanenza è anch’essa in bilico – non presentano in rosa. Centrale di piede mancino, a Firenze è in rotta di collisione dopo il sorprendente avvio di stagione negativo della sua squadra, ritrovatasi per più giornate in zona retrocessione dopo appelli di alta ambizione europea.

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Chi è Luca Ranieri: da capitano viola a possibile rinforzo per il Torino
Le giovanili viola e le esperienze in prestito
—A Firenze era arrivato giovanissimo, nel 2014, insieme a Zaniolo, Ferrarini e Caso, tutti provenienti dalla provincia di La Spezia. Il primo anno da professionista lo vive a Foggia, in Serie B, con 29 presenze e segnali di poter stare a una categoria superiore. A fine stagione è il difensore Under 20 con più presenze nel campionato cadetto. Il rientro a Firenze lo rende però un giocatore marginale: tre sole partite in campionato e due in Coppa Italia, prima di trasferirsi nuovamente in prestito, questa volta all’Ascoli, dove subisce un brutto infortunio al ginocchio. L’anno seguente, 2020-2021, si trasferisce alla Spal, appena retrocessa in Serie B. Una stagione al di sotto delle aspettative di squadra, ferma a metà classifica, ma che si rivelerà formativa per Ranieri, che l’anno successivo trascorre la sua prima stagione in pianta stabile in Serie A, alla Salernitana. Con i granata raccoglie 27 presenze.
Ranieri, il ritorno a Firenze e la fascia da capitano
—Ranieri torna alla Fiorentina nel 2022. Nel ritiro di Moena si allena con gli esuberi, ma a fine stagione – ritrovando spazio nelle rotazioni di Vincenzo Italiano – scende in campo nella finale di Conference League persa contro il West Ham. Diventa protagonista nei viola, fino a quando Raffaele Palladino gli conferisce la fascia da capitano. "Essere capitano mi fa ragionare di più. Io leader? Me lo dicono tutti. A volte esagero, con la fascia devo contenermi", ha detto tempo fa sul suo ruolo. Lo è stato fino a questa stagione tribolata per la Fiorentina, cominciata con certe premesse, con Stefano Pioli in panchina, e proseguita con Paolo Vanoli, che dopo la brutta sconfitta di Losanna in Conference League ha ribaltato la Fiorentina sia dal punto di vista tattico, passando alla difesa a quattro, sia da quello gerarchico. Ranieri è diventato infatti il vicecapitano. Il motivo risiede non solo nel fatto che in spogliatoio vi siano giocatori più esperti, come David De Gea, ma anche nel nervosismo con cui ha gestito il momento di difficoltà della squadra e nel non essersi assunto alcune responsabilità nei confronti dei tifosi. Nell’ultimo mese non è stato più schierato titolare dal 7 gennaio e Vanoli gli ha concesso solo qualche minuto nella ripresa: segnali di scarsa fiducia nei suoi confronti. Ranieri ha dalla sua duttilità, concentrazione e un mancino educato. È cresciuto come esterno sinistro in una difesa a quattro ed è stato adattato a centrale mancino in una difesa a tre. Ha il contratto fino al 2028 e, nonostante si sia dimostrato più volte aperto a firmare per più anni, ora la sua permanenza a Firenze è in bilico: in questi ultimi giorni di mercato è tutto aperto a possibili colpi di scena.
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