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Un tappabuchi… così necessario? Tre riflessioni su Enzo Ebosse

Davide Bonsignore Redattore 
Non una scelta per il futuro, ma per un bisogno... realmente esistente? Analizziamo l'operazione che ha portato il camerunense in granata

Stupore. Questa la parola chiave del calciomercato del Torino. Stupore dal 2 gennaio al 1° febbraio per un mercato che ha effettivamente rispettato le necessità, dichiarate e non: qualcosa a cui i tifosi del Toro non erano più abituati... Ma stupore anche il 2 febbraio: l'ultimo giorno di calciomercato riserva sempre sorprese, ma in questo caso i granata non sono rimasti colpiti esattamente in positivo. L'ultimo innesto regalato a Baroni da Gianluca Petrachi è un difensore: Enzo Ebosse, un nome che non scalda la piazza. Ma analizziamo i vari aspetti dell'ultimo arrivo in granata della sessione di riparazione.

Ebosse: un tappabuchi...

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Facciamo una conta: Maripan, le cui certezze come titolare sono state ridimensionate nelle ultime settimane per motivi ancora non ben precisati; Coco, un difensore che troppe volte non ha garantito solidità ma che per aspettative e investimento continua, anche giustamente, a trovare spazio nella difesa granata; Tameze, un centrocampista adattato che, dopo alcune stagioni in cui ha meritatamente ricevuto complimenti, con Baroni sta deludendo; Ismajli, arrivato in estate con l'aspettativa di un difensore solido - e così si è dimostrato - ma anche con la consapevolezza di un fisico fragile - e anche questo è stato abbastanza evidente -. Nessuno può pensare di sopravvivere in un 3-5-2 con soli quattro difensori. Allora il tentativo di Petrachi di aggiungere un altro elemento valido al reparto: in Sudamerica le strade non hanno portato risultati, prima per le trattative, poi per le visite mediche. Così la dirigenza granata ha chiuso un occhio sulla formula ma si è regalata comunque un profilo di livello come Marianucci. In effetti, però, sia a livello teorico che a livello pratico - con l'incertezza del caso Maripan e i frequenti infortuni di Ismajli - un altro difensore sarebbe stato cosa gradita. E allora Petrachi, per tappare questo buco numerico, nell'ultimo giorno di mercato ha portato sotto la Mole Enzo Ebosse.

Un nome che di certo non scalda la piazza, con le sue tre lesioni ai crociati alle spalle e le poche presenze sia nell'Udinese prima che nel Verona ultimo. Un punto a suo favore è la preferenza a giocare nella posizione di braccetto sinistro ovvero il ruolo nel quale i granata cercavano un innesto. Con questo curriculum non si può che parlare di un'operazione che lascia qualche perplessità: intanto perché non ha le qualità per alzare il livello del reparto, poi perché la formula (il prestito con diritto di riscatto) fa subito pensare che se anche i granata avessero chiuso per un prestito secco, la situazione, anche a giugno, non sarebbe stata diversa.

... così necessario?

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Qualche riga sopra abbiamo fatto la conta: chi manca? I due nella foto: Adam Masina e Saba Sazonov. Non che questi due giocatori abbiano mai convinto per prestazioni, ma visto che, come abbiamo detto, parliamo di un tappabuchi, la domanda viene spontanea: ma davvero uno tra Masina e Sazonov non sarebbe stato in grado neanche di fare il sesto difensore? Ebosse è arrivato in un contesto in cui l'italo-marocchino aveva già risolto il proprio contratto e Sazonov arrivava da qualche convocazione soltanto per la chiamata in Coppa d'Africa di Coco, ma per il resto considerato fuori dal progetto. Ma visto che, come abbiamo detto, anche Ebosse rischia di non rappresentare altro che un tappabuchi e non migliora veramente il livello della difesa, allora viene spontaneo chiedersi se veramente nessuno degli altri due sarebbe stato in grado di fare il rincalzo.

Ebosse al Torino: come entra nelle gerarchie di Baroni?

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La previsione sul minutaggio di Ebosse da qui alla trentottesima giornata non è particolarmente alta. Con la consapevolezza, che già si pensava appurata ma che dopo la Coppa Italia risulta ancora più evidente, che il Toro non può fare a meno di Maripan, i posti al fianco del "Toqui" si riducono a due. Se sta bene, uno è occupato di diritto da Ismajli, con l'altro che crea un ballottaggio tra Coco e Marianucci. Poi c'è ancora Tameze. Insomma, davvero sembra difficile che Ebosse possa scalare le gerarchie di Baroni e collezionare più che qualche presenza in caso di infortuni o malumori di altri compagni di reparto. In ogni caso, un tappabuchi serviva. Nella rosa del Toro è entrato un mancino, al posto di un altro mancino. Ma il livello sembra non sia cambiato granché.