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Carlos Cuesta, il volto moderno del difensivismo all’italiana

Andrea Novello
Andrea Novello Redattore 
Alla sua prima stagione in Serie A l'allenatore del Parma si sta distinguendo per un calcio difensivo ma efficace

Al suo arrivo a Parma quest'estate prevaleva lo scetticismo e l'incognita per un giovane allenatore di 30 anni straniero e alla sua prima vera esperienza su una panchina nel calcio che conta. Ecco che, dopo un inizio di stagione turbolento, Carlos Cuesta ha fatto ricredere la maggior parte tra tifosi gialloblù e addetti ai lavori. Sì perché dopo 28 giornate il Parma occupa il dodicesimo posto a 34 punti e vede sempre più vicino l'obiettivo della salvezza. Soprattutto nel girone di ritorno i ducali si sono distinti a suon di risultati con 16 punti nelle ultime 10 partite, che hanno fatto rapidamente scalare la classifica. Non si tratta però esclusivamente di numeri, l'allenatore spagnolo ha infatti saputo dare un'identità ben precisa alla squadra che venerdì affronterà il Toro.

Difesa e calci piazzati: le armi vincenti per salvarsi

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"Gli italiani non difendono bene, è che difendono in tanti", si potrebbe riassumere con questa celebre frase de "El Flaco" Menotti, storico allenatore dell'Argentina tra il 1974 e il 1982, con cui vinse un mondiale, lo stile di gioco del Parma. Sarebbe un po' superficiale descriverlo così, dal momento che se è vero che la squadra è italiana, il suo allenatore Carlos Cuesta è spagnolo, una nazionalità che rimanda ad un calcio spettacolare, offensivo e volto al possesso palla. Tuttavia Cuesta è riuscito rapidamente ad adattarsi alle esigenze del campionato italiano. Basterebbe guardare una partita del Parma per capirne le caratteristiche. Il suo 5-3-2 è estremamente compatto: la squadra si abbassa con tutti gli uomini dietro la linea della palla e concede il possesso agli avversari per poi ripartire rapidamente in contropiede. I risultati di questo approccio sono evidenti. I Crociati vantano infatti la miglior difesa tra le squadre della seconda metà della classifica, con 32 gol subiti in 28 partite. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda i calci piazzati. Proprio da situazioni da palla ferma sono arrivate gran parte delle sole 20 reti segnate fin qui dal Parma. Cuesta nella sua proposta di gioco ha sicuramente tratto degli insegnamenti dal suo passato.

Alla corte di Simeone e Arteta

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Se ci chiediamo dove uno spagnolo come Cuesta possa aver ereditato il suo difensivismo, forse dobbiamo risalire al 2014 quando all'età di 19 anni approda all'Atletico Madrid come allenatore dell'Under 14 e successivamente ricoprendo un ruolo di coordinamento nel settore giovanile. L'Atletico Madrid già allora era allenato da Diego Simeone, rinomato per il suo calcio improntato alla difesa. Cuesta ha quindi potuto vedere e trarre ispirazione da vicino dal "Cholo". Dopo un periodo come vice-allenatore dell'under 17 della Juventus dal 2018 al 2020, per Cuesta arriva l'occasione chiamata Arsenal. Lo spagnolo diventa il secondo di Mikel Arteta, con cui trascorre cinque anni. In uno staff in cui ancora oggi opera il genio Nicolás Jover, maestro delle tattiche sui calci piazzati dei Gunners. Dunque l'attuale tecnico del Parma ha riportato quanto appreso nel suo percorso in Inghilterra anche nel campionato italiano. Se i risultati continueranno su questa linea, la scommessa dei gialloblù potrebbe trasformarsi presto in una delle storie più intriganti della stagione.