Primo capitano straniero ad avere l'onore di leggere i nomi degli Invincibili a Superga, nulla mi ha fatto sentire più "inglese" dell'ululare il ritmato "Glik Glik Glik…" ogni qualvolta saliva in area avversaria per un calcio d'angolo o una punizione. Difensore roccioso dai piedi poco raffinati, Kamil ha saputo onorare la maglia come pochi altri in questi ultimi vent'anni di storia granata. E lo stesso si può dire della fascia di capitano, ereditata da Rolando Bianchi. Se una macchia vogliamo trovargliela, direi che la vera delusione che mi (o ci) ha dato è stata nell'umiliante derby di Coppa Italia. Maltrattato da Zaza, addirittura spinto pericolosamente contro i tabelloni pubblicitari dall'attaccante ex Sassuolo, Glik non ha reagito in nessuna maniera mostrando una mansuetudine che mal si addiceva al contesto che un derby storicamente impone. Non dico che avrebbe dovuto fare come Ferrini con Sivori, ma di sicuro mi sarei aspettato che rendesse pan per focaccia allo sfrontato centravanti bianconero.
Di sicuro da allora qualcosa si è rotto nel rapporto con la tifoseria, complice forse anche qualche discussione di troppo con una frangia di tifosi in Sisport all'indomani di quella partita, al punto poi che la non brillante stagione ha portato Glik a valutare l'idea di cambiare aria. La scelta del Monaco è quella che massimizza il profitto per il Torino che dalla sua cessione ottiene una super plusvalenza, ultimo “regalo” dell'ormai ex capitano.
Non sono dispiaciuto per la sua partenza, quanto amareggiato nel constatare che anche chi sinceramente giura amore eterno si trova poi a fare i conti con le mille variabili che rendono il calcio di oggi uno sport molto lontano da quello noi tifosi granata vorremmo che fosse.
Adieu, Kamil. Credo che avrai sempre un posto speciale nel cuore dei tifosi perché hai dato tanto alla nostra maglia e in quella maniera in cui, purtroppo, solo in pochi riescono a dare. Se come difensore in qualche modo ti si potrà sostituire, come capitano lasci già un vuoto che nella stagione a venire sarà colmato in maniera approssimativa. Chissà chi, d’ora in poi, guarderà verso la Maratona con quello sguardo duro, imperturbabile e fiero e ci ricorderà che il lunedì prima del derby comincia la "settimana santa"...
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