Quando si è sparsa la notizia che a Ferri non sarebbe stato rinnovato il contratto, ho sentito molti invocare per sostituirlo i nomi di Pasquale Bruno, Annoni, Ferrante o addirittura di Pulici! Candidature più che sostenibili, sia chiaro, specialmente l'ultima che sarebbe il sogno di ogni tifoso, ma poi mi chiedo: ha senso mettere un cuore granata in questo tipo di ruolo? Chi si ricorda il Ferri giocatore a stento lo ha riconosciuto nei panni del team manager, ruolo in cui non mi pare abbia trasmesso ai calciatori passati dalle nostre parti quelle dosi di "tremendismo granata" che è l'unico doping di cui vorremmo i nostri abusassero. Non so quanta colpa possa essere imputata a Ferri stesso, ma il Toro di Ventura di cui lui è stato team manager è stato di tutto tranne che un Toro vicino ai valori coi quali Giacomino è cresciuto ed ha giocato. Allora il dubbio è che sia inutile invocare i cuori granata in società se poi la gestione tecnica (vedi Ventura, ma oggi con Mihajlovic la musica dovrebbe cambiare in questo senso) e quella dei vertici societari (Cairo e Petrachi) divergono sensibilmente dai valori che quei cuori granata potrebbero portare. Ex granata in società ce ne sono sempre stati e, ad esempio, durante lo scempio e il vilipendio del granatismo avvenuto sotto la proprietà Cimminelli solo la presenza di gente come Cravero e Zaccarelli impedì una deriva totale (fallimento a parte). In un calcio però sempre più lontano dai valori nei quali noi tifosi del Toro ci identifichiamo anche il lavoro di qualche "vecchia bandiera" a livello dirigenziale sarebbe oggigiorno oltremodo duro. Diciamo che forse figure come quelle di Bava, che non sono vecchie glorie, ma seri ed appassionati professionisti che lavorano con lo spirito di ricreare un ritorno ai fasti del Toro che fu, sono le risorse ideali ed il giusto compromesso per mantenere intatto il legame tra società e tifosi.
Anche a me piacerebbe un Toro con Pulici presidente, Longo allenatore e Pasquale Bruno team manager, ma non è detto che sarebbe più vincente del Toro di Mihajlovic con Castellazzi team manager. Tutti ci ricordiamo i danni che fece Mazzola, figlio di cotanto padre, da dirigente. In Uruguay ancora si spanciano dalle risate per l’affare Ramallo…Ecco, allora forse meglio dare spazio alla professionalità, alle idee e alla voglia piuttosto che al pedigree. Tanto ci pensiamo noi tifosi a far capire alla squadra cosa significa indossare la maglia granata!
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