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Granata dall'Europa

Il minimo indispensabile non può bastare

Il minimo indispensabile non può bastare - immagine 1
La sacrosanta protesta della Maratona ha dato un segnale forte e chiaro
Michele Cercone Columnist 

La stentata vittoria con il Lecce da' ossigeno alla classifica, ma conferma la mediocrità della squadra e dell'allenatore. La gara è stata di una bruttezza disarmante, e non basta l'importanza della posta in palio a giustificare la serie di errori e orrori messi in campo da entrambe le formazioni. In una domenica di brutto calcio  (non certo una novità per Baroni) a prevalere sono stati i granata, grazie a quel briciolo in più di qualità offerto da Vlasic e Adams. Per il resto, la rosa mal imbastita dalla società mal gestita dal mister ha fatto il mimimo indispensabile per tirarsi fuori dalla palude in cui si è cacciata con un filotto di prestazioni senza nerbo e senza orgoglio che ben giustificano la rabbia dei tifosi, rimasti fuori dallo stadio. La sacrosanta protesta della Maratona ha dato un segnale forte e chiaro, che la società farà bene a tenere in conto. Se la spaccatura tra tifo e società è ormai un dato di fatto irreversibile, quella tra la Maratona e la squadra e' una ferita ancora sanabile, a patto che mister e giocatori smettano di pascolare per il campo come fatto a Como, e mostrino un vero attaccamento ad una maglia di cui finora non sembrano aver capito appieno l'importanza ed il valore.

Il repulisti operato da Petrachi potrà dare una mano, ed i primi arrivi sembrano poter contribuire alla missione di una salvezza senza troppi patemi. Intendiamoci: stiamo sempre parlando di modesti pedatori panchinari di lusso o ex militanti in squadre di basso livello, ma in un contesto in cui la società chiude le tasche, Petrachi si sta arrangiando come può con le idee per rimediare ai disastri combinati da Vagnati. La partenza di Masina, Ngonge e Asslani (a cui speravo si potesse aggiungere anche Biraghi e Nkounkou) sono già di per se un chiaro passo in avanti, mentre Obrador, Mariannucci, Prati e Kulenovic hanno già dato un fattivo contributo nella gara più delicata dalla stagione. Una nota di demerito particolare va all'ex ds Vagnati (da condividere con Cairo) per aver buttato via 5 milioni di euro per Israel, quando il mercato offriva la possibilità di ingaggiare un vero portiere come Falcone. Vedremo ora come la vittoria con il Lecce influenzerà il resto della stagione, ma il segnale della curva è inequivocabile: se la società e la squadra pensano di fare come al solito, accontentandosi del minimo indispensabile e tirando a campare, la contestazione non potrà che diventare più accesa, con il rischio che lo stadio deserto diventi la normalità e non l'eccezione.

Il Toro, il giornalismo e l'Europa da sempre nel cuore. Degli ultimi due ho fatto la mia professione principale; il primo rimane la mia grande passione. Inviato, corrispondente, poi portavoce e manager della comunicazione per Commissione e Parlamento Ue, mi occupo soprattutto di politica e affari europei. Da sempre appassionato di sport, mi sono concesso anche qualche interessante esperienza professionale nel mondo del calcio da responsabile della comunicazione di Casa Azzurri. Osservo con curiosità il mondo da Bruxelles, con il Toro nel cuore. Mi esprimo a titolo esclusivamente personale e totalmente gratuito.