3) TONI DORIGO - Toni Dorigo non era un campione ma un grande giocatore approdato verso la fine della sua carriera a giocare in un modesto Torino impelagato in una delle sue (ahimè…) numerose stagioni in serie B. Ovviamente rispetto ai compagni dimostrava una diversa caratura, ma soprattutto si notava come questo terzino inglese sapesse giocare a pallone, tanto da contare sulle punte delle dita della mano gli errori commessi nell'arco di un campionato. Campionato che, come tutti sapranno, si concluse col famigerato spareggio per la A contro il Perugia a Reggio Emilia e che vide proprio Dorigo infausto protagonista. Un Toro in dieci uomini praticamente da inizio partita per l'espulsione di Tricarico, va sotto 1-0 e pareggia con Ferrante portando gli umbri ai supplementari e poi ai rigori. Quando la clamorosa impresa si sta materializzando, sul dischetto si presenta l'inglese: il rigore è da manuale, portiere a sinistra e palla a destra, ma invece di insaccarsi in rete la sfera colpisce il palo interno ed esce. Anche in questo caso pochi centimetri che avrebbero significato un'altra considerazione per Toni Dorigo nella memoria dei tifosi del Toro.
4) RACHID ARMA - Ci sono storie che per quanto belle e meritevoli, non sono destinate ad un lieto fine hollywoodiano. Il marocchino Rachid Arma viveva già una favola quando nel 2010 il Torino lo aveva chiamato a fare la riserva di Rolando Bianchi: un bel salto per chi fino a pochi anni prima lavorava in fabbrica e la sera si allenava nei dilettanti. La sua occasione di diventare eroe la ebbe la sera della finale di andata dei playoff per andare in A. Torino e Brescia sono sullo 0-0. Nei minuti finali Arma riceve un pallone in profondità, si libera del suo marcatore e segna il gol della probabile vittoria e della consegna di un pezzo di serie A in tasca al Toro. La gioia però dura pochi secondi perché l'arbitro annulla la rete per una veniale trattenuta dello stesso Arma. Inutile dire come finì la gara di ritorno ed inutile dire che l'avventura del buon Rachid in maglia granata non continuò, ma proseguì con una discreta carriera in Serie C. Poteva diventare eroe per una notte e, chissà, magari aprire una nuova fase della sua storia calcistica. Così non fu e la storia del Toro si arricchì semplicemente di un nuovo non-eroe.
Qualcuno dirà che è tutto molto “da Toro”. Può essere, anzi sicuramente lo è, ma a me piace pensare che essendo una squadra diversa, con dei tifosi diversi e dei valori diversi, solo noi del Toro sappiamo “celebrare” gli eroi sfortunati o non eroi. Perché in fondo la sconfitta non è nient'altro che l'anticamera della vittoria.
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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