Il Granata della Porta Accanto/ Una provocazione: provare l'uruguagio in una partita "vera" è il modo migliore per avere un metro di valutazione più sereno sul ruolo di Daniele nel futuro del club granata
Se il mondo del calcio fosse sereno ed equilibrato forse il football in sé, come sport, non avrebbe tutto questo seguito e questa risonanza a livello mondiale. E il lunedì ci sarebbero molti meno argomenti di dibattito nei bar di mezzo mondo! Battute a parte, il pareggio del Toro contro la Roma sarà ricordato dai tifosi granata più che per il rigore dell'1-1 al 94' (di per sé già un evento dalle nostre parti!) e per la freddezza con cui il platinato Maxi Lopez lo ha trasformato, quanto per l'errore clamoroso di Padelli che ha permesso a Pjanic una decina di minuti prima di portare in vantaggio i giallorossi.
Dopo l'incredibile autorete dell'anno scorso che condannò la squadra ad una sconfitta contro l'Empoli, il numero uno granata si è reso protagonista di un altro episodio eclatante che ha contribuito a dare forza all'utilizzo di un neologismo allora appositamente coniato per definire tali gesta: le "Padellate". Una buona parte del tifo granata, che non vede di buon occhio il portiere ex Udinese più per la poca sicurezza che infonde alla difesa che per gli errori grossolani (pochi per fortuna) che commette, si è scatenato già allo stadio con parecchi fischi, ma soprattutto nei forum, chiedendo a gran voce che Ventura lo metta da parte dando spazio ad altri interpreti del ruolo. Premesso che sulla vicenda parte del mio pensiero coincide con quello del nostro Manolo Chirico che nel suo Tocco di Mano sosteneva che tutti commettono degli errori, anche i più grandi, ed è compito dei tifosi incitare e non scagliarsi contro i giocatori che indossano la maglia granata, è chiaro che su Padelli qualche riflessione va fatta, a cominciare dal brevissimo termine, cioè a partire dalle prossime due partite.
A mio parere Daniele va fatto giocare titolare contro il Sassuolo per dargli modo di dimostrare che quella contro la Roma è stata solo una giornata storta, di quelle che una o due volte all'anno capitano a tutti. Tra l'altro proprio nei minuti finali contro i giallorossi una sua parata su Dzeko ha permesso al Toro di restare in partita sullo 0-1, potendo quindi avere ancora la chance di acciuffare il pareggio, come poi in effetti avvenuto nel recupero. Se quindi già un parziale riscatto, non sufficiente, ma significativo di un professionista che nonostante un errore grosso come una casa ha saputo mantenere lo stesso la giusta concentrazione per farsi trovare pronto quando chiamato in causa dal centravanti bosniaco della Roma, in effetti c'è già stato, sarà secondo me contro gli emiliani di Di Francesco che Padelli dovrà dimostrare di essere più forte delle critiche e delle papere.
L'atmosfera intorno a Padelli è comunque stata negli ultimi due anni abbastanza strana. Errori, un po' come tutti i portieri (Perin contro l'Inter ha preso un gol praticamente identico), ne ha fatti con la maglia granata, grandi parate pure (io ne ricordo una esagerata contro la Juve nel derby vinto ad aprile), però è sempre stato velatamente in discussione principalmente per due motivi: il primo è che ha sempre dato un senso di insicurezza alla retroguardia perchè poco propenso a far suo in uscita ogni pallone che transita nell'area piccola, il secondo per la sua gestione della palla coi piedi. Ad un portiere spesso più che i miracoli si chiede solidità mentale e capacità di gestire la difesa: i detrattori di Padelli sostengono che a Daniele manchino questi due elementi e ne portano a riprova il fatto che prima del Torino il numero uno granata non avesse praticamente mai occupato il posto di portiere titolare. Di sicuro il gioco impostato da Ventura, molto insistito sul coinvolgimento del portiere nel giro palla difensivo, non ha aiutato la piazza a "rilassarsi" nei confronti di Padelli che spesso ha fatto prendere dei mezzi infarti ai tifosi per leggerezze nel disimpegno coi piedi.