Il cabezon

Prima che sia troppo Tardy / Torna l’appuntamento con la rubrica di Enrico Tardy dopo la vittoria contro il Cagliari alla Sardegna Arena

di Enrico Tardy
tardy

Il testone di Gleison ci ha regalato tre puntazzi d’oro purissimo. È stata una partita tra due squadre psicologicamente in difficoltà con i sardi obiettivamente in uno stato peggiore del nostro. Bene così. Avevamo un disperato bisogno di una vittoria, la terza in stagione, per non sprofondare e ce l’abbiamo fatta. Attenzione però, è un mattone importante, ma ne mancano ancora molti altri. Certamente vedere un Nkoulou così ha rincuorato tutti, la differenza tra lui e Lyanco è netta: lettura delle situazioni, sicurezza, concentrazione. Il tutto ovviamente partendo dal presupposto che la testa sia lì, sul campo, perché era un anno che il camerunense non giocava con la determinazione e l’attenzione vista venerdì. Guardiamo avanti, non abbiamo più tempo per raccontarci i terribili dati di quest’anno, recuperiamo Sanabria, così abbiamo maggiori alternative in attacco, e speriamo che una maggiore fiducia all’interno della squadra porti miglioramenti nel gioco, ne abbiamo urgenza.

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Confrontavo i dati delle due salvezze del 2007 e 2008 a quota 40 punti con il cammino di quest’anno: vincemmo rispettivamente 10 e 8 partite, cosa molto difficile avvenga in questo campionato, segnavamo poco ed aggiungo io giocavamo male, in questo non vi è molta differenza rispetto ad oggi. Come allora conta solamente raggiungere l’obiettivo della permanenza in A, niente altro, prima di una rifondazione. Se la difesa trova la sua stabilità di uomini e sincronismi – era impensabile cambiare due calciatori a partita – possiamo puntare sulla compattezza del reparto per mettere insieme un punticino alla volta con due o tre vittorie qua e là…

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Certo sarà dura, anche perchè la corsa riguarda, salvo colpi di scena, solo quattro squadre, ritengo che le compagini a 24 o 25 punti giochino tutte decisamente meglio di noi e soprattutto vincano con maggior frequenza. Giusto essere soddisfatti dell’atmosfera positiva ritrovata, ma occorre migliorare sul piano tecnico per dare un minimo di continuità anche al gioco. Seguire il Toro solo in TV, per chi ama andare al campo, è una tortura, vederlo faticare così è un inferno che non ci meritiamo. Una gioia ogni tanto è un cerotto al cuore.


Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

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  1. Gigiotto - 3 giorni fa

    Pienamente d’accordo, a quei tempi tutte o quasi avevano in squadra buoni elementi, anche i più scarsi valevano il doppio di quelli che giocano e vengono osannati oggi.

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  2. eurotoro - 4 giorni fa

    Il bel gioco…un bumerang che ti torna indietro dritto in faccia…ma quale bel gioco che neanche il barcellona diverte piu…oggi è un calcio fisico e dinamico e solo qualche big può permettersi qualche giocatore di classe eccelsa…il 90% delle squadre in tutta europa ti diverti poco…cravero scifo martin vazquez lentini casagrande 5 di classe pura oggi tutti assieme col cavolo che riesci ad averli in rosa…sono cambiati i tempi…unico modello percorribile è l’atalanta..onesti pedalatori tutta corsa e fisico e 2/3 giocatori di buona tecnica come ilicic papu gomez e muriel che valgono come classe neanche la metà di martin vazquez scifo e lentini…i tempi sono cambiati…il bel gioco? ahahah…leo junior mi faceva vedere il bel gioco.. qualcuno si è esaltato x quelle sgroppate di cerci..ma gigi lentini era di 2 categorie sopra…oggi si esaltano per un ilicic che vale meno della metà di un martin vazquez…oggi il bel gioco vale la metà del bel gioco che ho visto negli anni 80/90.

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