La Nazionale è lo specchio del nostro calcio. Un calcio dove non si favorisce la competizione vera perchè troppo impegnati a tutelare i troppi interessi di quei pochi club che da sempre comandano. E così il sorteggio integrale degli arbitri è andato in soffitta quando si è scoperto che faceva saltare il banco e permetteva ad una realtà come il Verona di vincere addirittura lo scudetto, la Coppa Italia (oltre a perdere il nome in favore dello sponsor) è diventata una farsa in cui le solite squadre possono a metà stagione iniziare a giocarla e con sole 5 partite vincere un titolo "di scorta". Per non parlare di anni di comproprietà (per fortuna abolite, sì, ma dal prossimo anno, però!), un'anomalia tutta italiana che consentiva ai grandi club di mantenere il controllo su frotte e frotte di giocatori o dei giovani lanciati col contagocce (e il Toro non fa eccezione, ahimè, in questo) o dell'assenza di cultura sportiva in campo, se non quella di facciata con l'obbligo del "terzo tempo", ma con le simulazioni, le proteste, le richieste di cartellini gialli, le intimidazioni verbali dei soliti noti ai quali è permesso di fare la voce grossa con gli arbitri sul terreno di gioco (e ai loro dirigenti fuori). Questo è il calcio italiano. Una sorta di Premier League scozzese dove le tv vorrebbero 10 Juve-Inter o Milan-Juve a stagione e le altre 14 squadre sono solo un fastidioso contorno soprattutto quando c'è da spartirsi i soldi dei diritti televisivi. Servirà la batosta brasiliana per invertire la rotta?
E poi c'è il Toro che da questo Mondiale aveva (ed ha solo) da perdere. Innanzitutto perchè ha messo Darmian in vetrina ed ora trattenerlo sarà più difficile. Poi perchè ha rischiato di fare lo stesso con Cerci dopo aver perso già prima dell'inizio della competizione Immobile. E Prandelli invece di sfruttare questo mini blocco-Toro che tanto aveva fatto bene proprio col 3-5-2, come Bearzot in Argentina, ha preferito il blocco-Juve centellinando invece l'uso dei giocatori granata o ex granata. Cerci e Darmian torneranno ad allenarsi con la squadra già nella seconda metà del ritiro e, secondo me, saranno in forma per l'eventuale playoff di Europa League di fine agosto. Sinceramente lo stesso Cerci dovrebbe aver capito che in una squadra dove non è il top player come accade al Toro è dura ritagliarsi spazio e far emergere la qualità senza avere la necessaria continuità. Io gli consiglierei di rimanere, se non è solo una pura questione di soldi, nel qual caso ha senso per lui andare via a guadagnare di più. A 27 anni ha ritrovato il bandolo della matassa della sua carriera proprio qui al Toro ed ora ha la possibilità di giocare in quell'Europa che, a causa di un suo errore, sembrava perduta: quale migliore occasione per ritrovare stimoli e diventare un giocatore ancora più forte in un ambiente che lo porta in palmo di mano?
Infine sono curioso di vedere quale sarà l'approccio globale dell'EuroToro alle competizioni europee: in linea con le performance del calcio italiano o più propositivo con più voglia e più determinazione ad andare avanti? Fra un mesetto lo scopriremo, nel frattempo tifiamo Costa Rica la cui avventura saprebbe un po' di Toro se dovesse continuare nella corsa verso Rio...
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