Perché in Italia nessuno gioca a calcio e quei pochi che lo fanno solitamente non vincono mai nulla, alimentando il pregiudizio che vincere sia l'unica cosa che conta. E così da chi lotta per non retrocedere a chi si gioca la Champions, tutti sono diffidenti nel far giocare il ragazzino che resta quindi in panchina o in Primavera o in prestito nelle serie minori. E anche se gioca arriva da talmente tanti anni di tatticismi esasperati che le sue qualità faticano ad emergere perché castrate da quegli allenatori che trasformano il calcio in una scienza complicata defraudandolo di quegli aspetti ludici e di genialità che lo hanno reso lo sport più popolare al mondo. A ben pensarci una buona parte delle critiche mosse dall'opinione pubblica alla Juventus, fatte le debite proporzioni, sono le stesse che si potrebbero fare ad alcuni aspetti della gestione Mazzarri. Innanzitutto il “non gioco” (ultima in ordine di tempo la partita di Genova) che spesso vede il Toro più preoccupato a distruggere le trame avversarie piuttosto che a giocarsi la partita a viso aperto. In secondo luogo la gestione dei giovani che raramente vengono inseriti come pedine che non siano meramente di contorno. Infine la mentalità, priva di un proprio credo che non sia quello di speculare sull’avversario o su eventuali episodi favorevoli.
La vittoria dell'Ajax, ma in fondo senza andare troppo lontano anche l'Atalanta è un ottimo esempio in questo senso, mostra che anche ad un certo livello puntare sui prodotti del settore giovanile può, nel medio periodo, pagare. D'altronde è sempre stato così nel Toro fino agli anni Novanta, non vedo perché non dovrebbe tornare ad esserlo. Fosse vera l'indiscrezione secondo cui Bava potrebbe prendere il posto di Petrachi come ds da giugno in avanti, sarebbe forse possibile gettare le basi per uno spostamento ed un riallineamento della filosofia del club in questa direzione. E sebbene a noi granata l'Ajax faccia venire in mente l’infausto ricordo di una Uefa persa senza perdere, non mi dispiacerebbe vedere giocare il Toro con il piglio e la sfrontatezza (e magari anche i risultati…) della squadra olandese.
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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