Ci sono sconfitte che fanno male e sconfitte che segnano la fine di un'era. Quello che è successo a Como non è calcio: è un massacro sportivo, una pagina nera indelebile. Umiliati. Di nuovo. Non esistono altri aggettivi per descrivere una squadra che perde 6-0 dopo averne presi 5 all'andata, sciogliendosi come neve al sole, senza dignità e senza reazione. Ma la vergogna del campo ora lascia spazio al terrore della classifica: il Toro è sprofondato al 16° posto. La zona rossa non è più un puntino lontano negli specchietti retrovisori, ma una realtà che ci alita sul collo.

La scossa granata
Disastro Toro: umiliati a Como e sprofondati al 16° posto. Baroni, il tempo è scaduto
I numeri del fallimento di Baroni
—Se l'impressione visiva è stata scioccante, i numeri della gestione Baroni sono una condanna. Ventidue partite giocate e un bilancio da brividi: 11 sconfitte. Il Toro ha perso esattamente il 50% delle gare. Ma il dato che fa tremare le gambe è quello difensivo: 40 gol subiti, con una media superiore a 1,8 a partita. Una difesa colabrodo, perforata con facilità disarmante da chiunque. E davanti? Il deserto. Appena 21 gol fatti. Ben quattro le sconfitte nelle ultime quattro gare. Un ruolino di marcia da retrocessione diretta.
Caos tattico e scelte incomprensibili
—Baroni ha colpe enormi. La formazione di Como è il manifesto della confusione: ancora Tameze in difesa, inguardabile e fuori luogo, e Ngonge in attacco, irritante per indolenza. Scelte sbagliate, cambi tardivi e un solo tiro in porta in novanta minuti. In campo si è visto lo zero assoluto: zero carattere, zero gioco, zero aggressività.
L'incubo Lecce: uno scontro salvezza
—E ora? Ora il calendario ci mette di fronte allo specchio delle nostre paure. La prossima sfida, in casa, è contro il Lecce. Non è una partita qualunque: i salentini sono quartultimi, staccati di appena 5 punti dai granata. Guardiamoci in faccia: non è più una gara di metà classifica, è un drammatico scontro diretto. Perdere in casa contro il Lecce significherebbe permettere loro di accorciare a -2 e farsi risucchiare definitivamente nella lotta per non retrocedere. Con una squadra che non ha l'elmetto per combattere, questo scenario è terrificante.
Senza meta e senza progetto
—Questa squadra non ha identità: si vive di piccolo cabotaggio, senza progetto. Ma nel calcio, quando la barca affonda, il primo a pagare dovrebbe essere il comandante. E invece Baroni è al suo posto. Presentarsi allo scontro cruciale col Lecce in queste condizioni psicologiche e tattiche èpericolosissimo. Serviva una scossa violenta, immediata, prima che la stagione scivoli nel dramma irreversibile. Ma non è arrivata. E ora non ci resta che sperare.
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