Doveva essere l'ennesima partita della svolta, quella della continuità. E invece, il Toro cade di nuovo. Allo stadio Olimpico Grande Torino va in scena un copione purtroppo già visto troppe volte in questa stagione: i granata escono sconfitti per 1-2 contro l'Udinese, lasciando ai friulani l'intera posta in palio e ai tifosi l'amaro in bocca per l'ennesima occasione persa.

la scossa granata
Il Toro ci ricasca: contro l’Udinese un altro passo indietro. “Non cambiamo mai”
I numeri della crisi. Troppi errori e la lucidità mancante
—La statistica inizia a farsi impietosa. Con quella di mercoledì sera, salgono a 8 le sconfitte stagionali, di cui ben 5 maturate tra le mura amiche. Il fattore campo si è ormai trasformato in una debolezza strutturale. La squadra appare fragile, incapace di reagire alle avversità e, soprattutto, prigioniera dei soliti fantasmi. "Non cambiamo mai". È forse questa la frase che risuona più forte nelle teste dei sostenitori granata al triplice fischio. La prestazione è stata specchio di un'involuzione tattica e mentale preoccupante. In campo si è vista poca lucidità nelle scelte chiave e una serie di errori tecnici individuali che, in Serie A, si pagano a caro prezzo. Quando serviva gestire il ritmo o affondare il colpo, è mancata la freddezza necessaria, permettendo all'Udinese di colpire e gestire il vantaggio.
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Difesa colabrodo e attacco spuntato
—Se il gioco non fluisce, i numeri dei reparti preoccupano ancora di più. Il reparto arretrato continua a imbarcare acqua. Con le due reti incassate con i friulani, il conteggio sale a 30 gol subiti in 19 match. Una media di 1,6 gol a partita che rende quasi impossibile ambire a posizioni di classifica nobili. Ogni affondo avversario sembra poter far male. Davanti la musica non cambia. Le punte sono apparse spente, isolate e incapaci di creare veri pericoli. L'unica nota lieta in una serata buia è il 2° gol consecutivo di Casadei, che conferma il suo buon momento di forma personale, ma che da solo non basta a tenere a galla una barca che fa acqua da troppe parti. La sconfitta contro l'Udinese rappresenta un brusco stop proprio nel momento in cui la stagione richiedeva un cambio di passo per dare continuità ai risultati. Invece di accelerare, il Toro ha ingranato la retromarcia, mostrando limiti caratteriali che sembrano ormai cronici. Ora serve un esame di coscienza profondo, anche perché, come se non bastasse la delusione per l'ennesimo scivolone interno, il calendario non concede tregua e, anzi, propone lo scenario peggiore possibile per una squadra in crisi di identità.
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Verso Bergamo: tra incubi passati e paure presenti
—Sabato sera si va a Bergamo, nella tana dell'Atalanta. Non c'è nemmeno il tempo di analizzare gli errori che lo spettro della gara d'andata torna a farsi vivo prepotentemente. Il ricordo di quel match è ancora fresco e doloroso: una partita in cui i nerazzurri ci hanno letteralmente strapazzato, mettendo a nudo tutte le nostre fragilità con una facilità disarmante. Affrontare la "Dea", una macchina da gol rodata, presentandosi con una difesa colabrodo e con un attacco che fatica a pungere, suona come un campanello d'allarme assordante. Se contro l'Udinese è mancata la lucidità, alla New Balance Arena servirà molto di più: servirà ritrovare un orgoglio e una compattezza che oggi sembrano svaniti nel nulla. Altrimenti, con questi numeri e questo atteggiamento, il rischio di trasformare la trasferta lombarda in un'altra serata di profonda sofferenza è altissimo. Il Toro deve svegliarsi, e deve farlo subito, in attesa dei rinforzi.
Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un autore che per chi è avvezzo al mondo della comunicazione, specialmente se legata all’imprenditoria, non ha bisogno di presentazioni. Chi volesse approfondire il suo sterminato curriculum può farlo sul sito di Inwit, azienda di cui ricopre attualmente il ruolo di EVP External Relations, Communication & Sustainability Director. Ma soprattutto, per quel che attiene a questa rubrica, Michelangelo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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