- Coppa Italia
- Mondo Granata
- Video
- Redazione TORO NEWS
Ho visto il Toro giocare una gara da Toro. Ed è una notizia. L'ho visto disputare con coraggio una delle più belle partite degli ultimi dieci anni. Ed è una seconda notizia. La partita di martedì contro la Roma ha ricordato altri eventi calcistici, ere geologiche fa, quando nessuna impresa ci era preclusa e nessun avversario, nemmeno il più blasonato, poteva prenderci sottogamba. Rivedere sprazzi di tremendismo è la terza, e migliore, notizia. Giocare una gara di Coppa Italia nella Capitale contro i Giallorossi riporta alla mente la partita che nel 1993 ci regalò l'ultimo alloro, quel 5 a 2 che non bastò agli avversari per strapparci il trofeo, nonostante un arbitro che decise di chiudere la carriera fischiandoci contro ben tre calci di rigore. Era il 19 giugno 1993 e con quella pesante sconfitta indolore si chiuse, di fatto, l'ultima epoca gloriosa.
Sarebbe bello che, più di trent'anni dopo, una vittoria nella stessa competizione, sullo stesso campo, contro la stessa avversaria, aprisse una nuova stagione di successi. Una sconfitta per chiudere un periodo, una vittoria per aprirne uno nuovo.
Ho finalmente visto in campo gente da Toro, con facce da Toro e grinta da Toro. Esultanze da Toro, rabbiose.
Ho ammirato un giovane regista che sa fare il regista, un attaccante illuminato che fa goal di pregiata fattura, una squadra coesa che non trema davanti alla doppia rimonta avversaria. Se sarà stato il sogno di una sola sera d'inverno, lo capiremo presto.
A febbraio l'Inter ci affronterà nei quarti allo stadio quasi neutro di Monza, che qualcosa mi dice sarà più a tinte granata che nerazzurre. L'ultima volta che li affrontammo ci fecero cinque goal, ma la musica può sempre cambiare...
Corsi e ricorsi storici hanno un fascino innegabile e scoprire legami inesistenti tra gli eventi è un gioco divertente.
Mi sono limitato a legare due brandelli di tempo troppo distanti l'uno dall'altro e non mi aspetto che ci sia qualcosa di vero in quello che ho appena scritto.
Se poi si scoprirà che ho azzeccato qualcosa, be'... chiamatemi Nostradamus.
© RIPRODUZIONE RISERVATA