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lasciarci le penne

L’urlo muto della Maratona

Marco P.L. Bernardi
Marco P.L. Bernardi Columnist 
Torna "Lasciarci le penne", la rubrica su Toro News di Marco Bernardi, con "La voce del silenzio": "Mi ha fatto pensare allo sciopero della Maratona e al senso di vuoto innaturale che riempie l'Olimpico Grande Torino disertato e deserto dei cori..."

La voce del silenzio

1968 Sugarmusic/Picchio Rosso

La voce del silenzio è il brano presentato da Tony Del Monaco e Dionne Warwick al Festival di Sanremo del 1968. Arrivò ultimo tra quelli che raggiunsero la finale, ma è risaputo che arrivare in fondo alla classifica di Sanremo è segno di qualità e di futuro successo. La canzone è infatti diventata un classico, anche grazie all'interpretazione di Mina, capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Paolo Limiti, con il contributo di Mogol, scrisse le parole pensando al dolore di sua madre, che aveva perso il marito. Desidero soffermarmi su un solo verso del testo: ci sono cose in un silenzio che non m'aspettavo mai. Mi ha fatto pensare allo sciopero della Maratona e al senso di vuoto innaturale che riempie l'Olimpico Grande Torino disertato e deserto dei cori.

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Quel silenzio fa un rumore infernale, in quanto amplificato da un luogo destinato a ospitare il rumore, un luogo che rende il rumore una forma di incitamento. È una protesta che rimbomba come un tuono, civile e terribilmente efficace. Il silenzio della nostra curva è un atto d'amore, un urlo senza parole che pretende attenzione e considerazione. Il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto, appunto.

Autore di gialli, con "Cocktail d'anime per l'avvocato Alfieri" ha vinto l'edizione 2020 di GialloFestival. Marco P.L. Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l'antica passione per il Toro e l'amore per la letteratura e la canzone d'autore.

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