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Lettera di un tifoso: “«Pensate ai bambini», morale per coprire vent’anni di vuoto”

Lettera di un tifoso: “«Pensate ai bambini», morale per coprire vent’anni di vuoto” - immagine 1
Nuova Lettera alla Redazione: "Un richiamo che, isolato dal contesto, potrebbe anche apparire condivisibile. Peccato che il contesto esista..."
Redazione Toro News

La redazione di Toro News torna ad aprire le colonne della prima e più grande testata on-line dedicata al Torino FC ai suoi lettori, i quali da sempre meritano di avere spazio. L’indirizzo di riferimento è: redazione@toronews.net. Mandateci articoli e pensieri su qualsiasi argomento legato al mondo Toro: i più meritevoli e significativi a giudizio della Redazione saranno pubblicati sul nostro sito.

Oggi la lettera porta la firma di Luca fabbri. 

Dopo la vittoria per 4‑1 contro il Parma, Urbano Cairo ha scelto di non soffermarsi sul campo, ma sulle parole. Sulle scritte, sugli insulti, sull'ambiente. E soprattutto sui bambini, evocati come ultimo baluardo morale contro una contestazione ormai cronica, come riportato da Toro News nel post‑partita. Un richiamo che, isolato dal contesto, potrebbe anche apparire condivisibile. Peccato che il contesto esista, ed è fatto di vent'anni di gestione, non di una notte di striscioni.

Il rifugio morale come strategia comunicativa

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Quando un presidente di calcio arriva a dire "pensate ai bambini", significa che il piano sportivo è finito da tempo. È una frase che sposta il dibattito:

  • dal merito alla morale
  • dalla responsabilità all'indignazione
  • dalla gestione alla colpa degli altri
  • Cairo non risponde alle critiche con un progetto, ma con una lezione etica. Non spiega dove va il Torino, ma come dovrebbero comportarsi i tifosi. Ed è qui che il discorso perde credibilità. Vent'anni dopo, chi deve davvero pensare ai bambini? Se davvero vogliamo parlare di bambini, allora la domanda è un'altra: che Torino stiamo consegnando alle nuove generazioni? Dal 2005 a oggi:

  • nessuna identità sportiva stabile
  • 22 cambi di allenatore
  • continue rifondazioni estive
  • un club che vive di plusvalenze, non di crescita
  • Un bambino granata oggi cresce vedendo:

  • i migliori giocatori andare via
  • le stagioni senza obiettivi
  • l'ambizione ridotta alla salvezza anticipata
  • Questo non è calcio educativo. È calcio conservativo, gestito come un bilancio, non come una passione.

    La difesa smantellata, il progetto mai nato

    —  

    Negli ultimi anni il Torino ha avuto:

  • Bremer
  • Buongiorno
  • Bellanova
  • Milinković‑Savić
  • Un'ossatura che avrebbe potuto diventare una delle migliori basi difensive d'Italia. Invece è stata venduta pezzo per pezzo, spesso in momenti chiave, come la cessione di Bellanova a campionato iniziato. Il messaggio è chiaro: nessuno è davvero centrale, tutto è monetizzabile. È questo che dovrebbero imparare i bambini?

    La vittoria non cancella la storia

    —  

    Il 4‑1 al Parma è una bella serata. Ma non cancella:

  • due decenni senza ambizione
  • un rapporto logoro con la tifoseria
  • una società che comunica solo quando è sotto attacco
  • Usare una vittoria per zittire una contestazione strutturale è un trucco vecchio. E i tifosi – adulti e bambini – lo riconoscono.

    Conclusione

    —  

    Le scritte vanno condannate. Sempre. Ma non possono diventare un alibi. Perché il problema del Torino non sono le parole sui muri, ma il silenzio di un progetto mai esistito. Se davvero vogliamo pensare ai bambini, allora serve:

  • una visione
  • una programmazione
  • un Torino che non sia solo un asset da tenere in equilibrio
  • Altrimenti resterà solo la retorica. E quella, ai bambini, non basta.