“Ogni maledetta domenica si vince o si perde, ma quello che fa la differenza è farlo da uomini” diceva Al Pacino in uno dei discorsi più accorati ai suoi giocatori nello spogliatoio. Da noi neanche più l'espressione “ogni maledetta domenica” si potrà più usare perché si giocherà di sabato, di lunedì e probabilmente pure di venerdì qualche volta. Ormai il gioco è in mano alle tv in tutto e per tutto. La voce diritti televisivi incide mediamente per due terzi sui ricavi delle squadre italiane, un dato al quale è superfluo aggiungere altro. E così il calendario appena uscito (tra l'altro una volta si faceva in FIGC ora sia fa direttamente a Sky) sancisce ben poco delle giornate di campionato se non l'accoppiamento dei singoli incontri: data e ora saranno a discrezione degli anticipi e posticipi dettati dalle tv.
Ma come fa il tifoso che ha fatto l'abbonamento allo stadio ad organizzarsi per tempo? E come fanno quelli che abitano lontano e vogliono organizzarsi il viaggio per tempo per andare a vedere la propria squadra del cuore magari una/due volte all'anno? Non possono perché fino a quando non sono definiti orari e date precise vivranno nell'incertezza di sapere se potranno o meno recarsi allo stadio e con un aggravio di costi se costretti a prenotarsi viaggi senza congruo anticipo. Una cosa che non aiuta a migliorare il tasso di riempimento degli stadi, sempre che ciò interessi davvero… Per non parlare delle clausole di garanzia, cioè la possibilità per le società di vietate l'ingresso a persone “non desiderate”.
Un'aberrazione che permetterà a soggetti privati (i club) di dare una sorta di Daspo “privato” ai propri tifosi. Uno strumento che, se usato male, farà esattamente l'opposto di ciò che dice chi lo ha introdotto: reintrodurre la dimensione sociale del gioco del calcio. Un po' troppo anche per l’Al Pacino di “Ogni maledetta domenica” che su questo tema non avrebbe, purtroppo, nessuna frase ad effetto da regalarci.
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.
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