Fossi Petrachi, da cosa partiresti?
“Non me la sento di dire cosa fare, Petrachi è sicuramente in gamba e lo sa meglio di tutti, ma di certo ha molto da lavorare. Durante questo campionato sono state evidenziate delle incongruenze e delle lacune che sono quasi in tutti i settori del campo. L’attacco è coperto, ho sempre detto invece che siamo abbastanza carenti sulle fasce, sicuramente anche nella zona centrale della difesa. A centrocampo c’è poi da sistemare qualcosa, ma ripeto che Petrachi abbia studiato molto bene la situazione”.
Sei invece d’accordo sul confermare Baroni?
“Io ho sempre detto che si è comportato con intelligenza quando ha capito che non avrebbe potuto giocare come voleva e, dunque, si è adattato subito, e ora gioca con la difesa a tre. Non poteva giocare a zona con i giocatori che si ritrova. Quando poi si ha a disposizione Adams, Simeone e Zapata è chiaro che non si può giocare a una sola punta. Secondo me, ha fatto quello che poteva fare. Sono d’accordissimo sul fatto che debba continuare il rapporto con lui”.
La vittoria con la Cremonese quanto è importante?
“Molto, perché era in corso una mini-crisi. I tre punti contano molto, cominciava a essere pericolosa la classifica. Adesso si può respirare, ma bisogna dare continuità. Ora c’è un calendario non proibitivo e il Torino deve consolidare la sua ripresa”.
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