Dunque, a maggior ragione ha sbagliato a lamentarsi all'uscita dal campo Zapata?"Dico che le lamentele del giocatore le ho trovate sbagliate e ingenerose nei riguardi di una persona che, vista la sua situazione, ha sempre cercato nel limite del possibile di aiutarlo. A questo punto non posso esimermi dal dire come chiaramente la penso e come i club in genere, aggiungo giustamente, nella maggioranza dei casi, dovrebbero comportarsi".
Prego."Ho sempre sostenuto che i guai di una squadra iniziano quando all’interno del gruppo vi sono dei giocatori magari anziani che, per il loro passato, godono di considerazione da parte dei tifosi e dell’ambiente squadra. Forti di questo status, anche se in campo sono ormai dei comprimari, costoro, non rendendosi conto della realtà calcistica che stanno vivendo, indirettamente, anche con semplici gesti, sentendosi dei leader, minano il lavoro dell’allenatore di turno e di conseguenza danneggiano la squadra quando il tecnico sostituendoli li mette di fronte alla realtà. Parliamoci chiaro, questa è la realtà che sta vivendo Zapata. Una squadra è equilibrata quando i leader negli spogliatoi sono leader sopratutto in campo. Quando non si manifesta questa realtà, non si avrà mai una squadra equilibrata".
Cosa farebbe nel caso specifico?"Detto con chiarezza come la penso, spero che Cairo e Petrachi non sottovalutino certi episodi che a volte possono essere il preludio di guai più grossi".
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