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PRIMA CHE SIA TROPPO TARDY

Una splendida annata

Enrico Tardy
Enrico Tardy Columnist 
Torna "Prima che sia troppo Tardy" di Enrico Tardy: i nostri eroi escono nuovamente sconfitti nel giro di pochi giorni facendo bella mostra di tutti i nostri limiti di squadra ormai genetici ed arcinoti

In generale è già complicato trovare nel campionato italico una squadra che giochi tutta una gara ad elevata intensità, la nostra in particolare, nelle migliori delle occasioni ne gioca non più di un terzo. Così è stato anche sabato contro la Dea. Il punto è che nella fase che possiamo definire di "sofferenza" subiamo in maniera netta ed evidente mentre nella fase di maggiore vigore facciamo fatica a concretizzare.

La sintesi è il risultato dell'altra sera Aggiungiamo che appena i nostri calciatori migliori sono in calo la squadra fa logicamente maggior fatica. Vlasic è in calo, Adams anche, Zapata fa ciò che l'anagrafe e gli acciacchi gli consentono. A questo gustoso quadretto si aggiunge un mister fino ad ora impalpabile e spesso incapace di dare un'identità a questa squadra mal costruita. Sì è vero che la rosa è quella che è ma il tecnico a mio parere sta deludendo spesso peggiorando il quadro generale.

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Il problema della difesa più battuta della categoria è sul tavolo da inizio torneo. Vero è che i molti gol subiti sono frutto di rovesci eclatanti

alternati a gare senza subire reti, ciò non toglie che a fronte di una retroguardia modesta negli uomini l'approccio a certe gare è stato di una

superficialità inaccettabile. Contro l'Udinese sono stati commessi errori da dilettanti chiaramente segno di scarsa determinazione, mentre contro la Dea abbiamo completamente regalato 60' minuti assistendo alle giocate avversarie. Mai vinto un contrasto, sempre in ritardo, passivi fino all’immobilismo. Il ds è saltato, il tecnico arriverà alla fine del torneo se non ci avvicineremo troppo al terzultimo posto. Io mi limito ad osservare una squadra senza identità con un responsabile in capo (il presidente) ma dove altri ci mettono del loro. Tutto già visto, dal campo ai social. Siamo in un loop senza uscita, quasi claustrofobico. Ad inizio campionato mi ero sbilanciato nel valutare la rosa a disposizione tra i 38 e 42 punti, per ora stiamo quasi andando oltre le mie aspettative. Evviva.

Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

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