In tutta sincerità la squadra è compatta con l'allenatore e questo è un buon segno, oltre ad essere probabilmente uno degli aghi della bilancia nella scelta presidenziale. Il problema semmai è che, a parte Glik e Benassi, gli altri "pretoriani" del mister (i vari Moretti, Gazzi, Vives, Bovo, Quagliarella, ecc.) sono un po' in la' con gli anni e rischiano di non essere più l'affidabile colonna portante della squadra se dietro non si affermeranno vere e valide alternative, non tanto come peso nello spogliatoio, quanto come presenza in campo. La presunta attitudine di Ventura a lavorare coi giovani sarà messa alla prova cruciale, secondo me, da qui a fine stagione: se il mister avrà la capacità di far diventare realtà tutti coloro che scalpitano alle spalle degli ipotetici titolari allora il suo progetto prenderà nuova linfa e, al di là dei risultati di quest'anno, avrà un'ottima base per una nuova grande annata. In caso contrario invece, a giugno Ventura si ritroverà con i fedelissimi più vecchi di un anno e gran parte della rosa da rifondare, contando che qualche big tra Peres, Maksimovic, Baselli e Glik giocoforza partirà per finanziare il mercato estivo.
In sostanza la mossa di Cairo è più che comprensibile in tutti i suoi risvolti e ricorda un po' la scommessa di Cartesio sull' esistenza di Dio: se esiste davvero ho vinto, se non esiste avrei comunque perso. Se Ventura continua a far bene, bene il rinnovo anticipato, se fa male ci sarebbe comunque un grosso problema. Meno filosoficamente parlando poi, dal punto di vista del presidente ci sono da contare anche i vil denari: come non trattenere due collaboratori che in questi anni gli hanno fatto incassare milioni di euro in plusvalenze? E perché rischiare che la barca prenda una pericolosa rotta senza un capitano ed un ufficiale ben saldi e legittimati al comando? Di per sé due considerazioni più che sufficienti per far apporre una bella firmetta sul contratto a Ventura e Petrachi. Tanto nel mondo del calcio i contratti valgono meno della carta su cui sono scritti, si sa, e se un domani ci fosse la necessità (e non ce lo auguriamo...) di un cambiamento, non sarà certo un contratto nuovo di zecca ad impedirlo. Alla luce di tutto questo mi chiedo e vi chiedo: aveva davvero altra scelta Cairo?
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