Nessuno è entrato nel dettaglio dei programmmi di Tavecchio, così come si è preferito etichettare il "giovane" Albertini come il paladino del rinnovamento. Si è preferito più prosaicamente cogliere la palla al balzo e creare la contrapposizione tra il "razzista" Tavecchio e il "rottamatore" Albertini, senza addentrarsi nel merito della questione e magari appurare che Albertini potrebbe essere un Tavecchio travestito da giovane innovatore... Senza nulla togliere al gran giocatore che è stato, Albertini, una volta appese le scarpette al chiodo, ha fatto una discreta carriera nei palazzi del potere pallonaro, per cui sapendo da chi è appoggiato risulta difficile credere che abbia le capacità ed il reale desiderio di fare piazza pulita nel nostro calcio.
E' risaputo che Cairo sin dall'inizio appoggiasse Tavecchio e devo ammettere che agli albori della vicenda ero più contento del suo silenzio che non dei comunicati da libro cuore di squadre come Fiorentina e Roma che hanno preso le distanze dal presidente della Lega Dilettanti, mostrando un'enfasi a dir poco sospetta nel sottolineare i valori etici e morali a cui queste società presuntamente si ispirano. In un Paese dove negli ultimi vent'anni il Presidente del Consiglio ha fatto dichiarazioni ben più gravi di quelle di Tavecchio e non ha mai lontanamente pensato di fare un passo indietro, mi sembra fuori luogo questa levata di scudi contro Tavecchio. Giusto schierarsi contro il razzismo, ma non solo a parole facendo i paladini anti Tavecchio, bensì impegnandosi quotidianamente in ogni situazione affinchè nella realtà non esista discriminazione di razza, nè di nessun altro tipo. E neanche lanciare comunicati stampa che "puzzano" di marketing sociale lontano un chilometro.
Il dietrofront di Cairo, che ha definito Tavecchio "impresentabile", è purtroppo l'ultima tessera di questo assurdo puzzle. Perchè delle due l'una: o Tavecchio era impresentabile anche prima e quindi non andava appoggiato a priori, oppure non è una frase, per quanto inopportuna, a cambiare la sostanza del Tavecchio candidato forte. Possiamo parlare per ore di razzismo, di idiozia e di superficialità, ma bisogna essere davvero senza peccato per scagliare la prima pietra: inutile scagliarsi sui forum o sui social contro il "razzista" Tavecchio e poi magari guardare in tralice il primo extracomunitario che ci capita a tiro per strada. Io ne ho dette tante di cavolate in vita mia e magari qualcuna l'ho anche scritta in questa rubrica, ma la mia vita non può essere sintetizzata in un'uscita infelice. Poi, certo, se ci lamentiamo della politica, ma ne accettiamo supinamente i tristi ed ipocriti rituali, allora ci meritiamo il prossimo Tavecchio di turno. Che sarà solamente più furbo e si terrà per sè quel che di male pensa...
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