Il dietrofront di Cairo, che ha definito Tavecchio "impresentabile", è purtroppo l'ultima tessera di questo assurdo puzzle. Perchè delle due l'una: o Tavecchio era impresentabile anche prima e quindi non andava appoggiato a priori, oppure non è una frase, per quanto inopportuna, a cambiare la sostanza del Tavecchio candidato forte. Possiamo parlare per ore di razzismo, di idiozia e di superficialità, ma bisogna essere davvero senza peccato per scagliare la prima pietra: inutile scagliarsi sui forum o sui social contro il "razzista" Tavecchio e poi magari guardare in tralice il primo extracomunitario che ci capita a tiro per strada. Io ne ho dette tante di cavolate in vita mia e magari qualcuna l'ho anche scritta in questa rubrica, ma la mia vita non può essere sintetizzata in un'uscita infelice. Poi, certo, se ci lamentiamo della politica, ma ne accettiamo supinamente i tristi ed ipocriti rituali, allora ci meritiamo il prossimo Tavecchio di turno. Che sarà solamente più furbo e si terrà per sè quel che di male pensa...
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